Quattro realtà istituzionali, due accordi, un unico grande obiettivo: sono queste le cifre da considerare per comprendere la portata dell’impegno preso dal capoluogo della Puglia per riqualificare il patrimonio immobiliare pubblico di Bari. Protagonisti di questo duplice piano, diviso nella trasformazione della parte monumentale dell’ex ospedale militare Bonomo e nell’attuazione del Piano Città di Bari, l’Agenzia del Demanio, l’Adisu, il Comune di Bari e, naturalmente, la Regione Puglia. Vediamo in che modo la città più popolosa del tacco dello Stivale intende modificare il proprio assetto.

Ex ospedale militare Bonomo: il progetto che mette al centro gli studenti
In linea teorica, il diritto allo studio è uno dei capisaldi di una società funzionale. Un diritto che abbraccia e che deve essere garantito a ragazzi e ragazze di ogni età e ceto sociale. All’atto pratico, però, non di rado gli studenti si trovano a dover fare i conti con problematiche legate, solo per citare le più discusse negli ultimi giorni, al caro affitti e ai disagi connessi al condurre una vita da pendolare in realtà spesso martoriate da trasporti inefficienti o insufficienti. Per questo l’attenzione rivolta alla parte monumentale dell’ex ospedale militare barese rappresenta un importante segno di sensibilità al tema attraverso soluzioni concrete: i primi cinque padiglioni di questa porzione dell’immobile saranno adibiti ad alloggi per gli studenti fuorisede e servizi universitari, andando così a contribuire agli obiettivi del PNRR.
Piano Città di Bari: come cambierà il volto cittadino
Seconda, ma non per importanza, viene la sottoscrizione del protocollo d’intesa per attuare il Piano Città di Bari, un progetto di rigenerazione urbana basato sulla razionalizzazione, riqualificazione e riuso del patrimonio immobiliare pubblico del territorio. Coinvolgendo edifici pubblici quali l’ex caserma Tenente Magrone, le ex caserme Capozzi e Milano, la Cittadella della Cultura, Palazzo Sonnino, l’ex Teatro Margherita, l’ex Mercato del Pesce, l’ex Manifattura Tabacchi e l’area ex Fibronit, si andrà a creare una serie di interventi a basso impatto ambientale attraverso un approccio integrato con il piano di sviluppo pluriennale del territorio. Oltre agli alloggi universitari, aree vedi, residenze e laboratori di ricerca entreranno a far parte di un articolato insieme di nuove possibilità abitative, di studio e di socialità capaci di soddisfare in maniera ampia e diversificata i principali fabbisogni della cittadinanza.






