Elizabeth Unique Venice, una nuova idea di ospitalità nella laguna

Venezia continua a sorprendere quando ci si allontana dai suoi percorsi più prevedibili. Basta lasciare alle spalle la folla, seguire una fondamenta, attraversare un ponte, perché la città torni a mostrare la sua dimensione più autentica: quella fatta di acqua, silenzi, palazzi e dettagli che sembrano appartenere a un tempo sospeso. È lungo la Fondamenta Cannaregio, a poca distanza dal Ponte delle Guglie, che il 16 settembre apre Elizabeth Unique Venice, nuova residenza della famiglia Curatella dopo le esperienze di Roma e Bologna. Un indirizzo che sceglie una Venezia più appartata e trasforma l’ospitalità in un’esperienza vicina all’abitare.

Il progetto prende forma all’interno di un edificio nobiliare del XVII secolo, rimasto a lungo chiuso e oggi restituito alla città attraverso un attento intervento di restauro conservativo. L’impianto originario veneziano è stato preservato, dai tradizionali porteghi agli ampi saloni centrali, lasciando che la storia dell’edificio diventasse il punto di partenza, e non il limite, del nuovo intervento. A interpretarlo è Cristina Celestino Studio, che costruisce gli interni attraverso una rilettura contemporanea della tradizione lagunare. Il seminato veneziano, il marmorino e il noce Canaletto entrano così in una composizione sofisticata, lontana da qualsiasi nostalgia decorativa. Venezia è presente, ma non viene mai citata in maniera letterale: affiora attraverso le superfici, i materiali, le proporzioni e soprattutto il colore. Rosa salmone, verde e giallo definiscono tre differenti palette cromatiche e accompagnano gli ambienti con una presenza decisa ma calibrata. Il risultato è domestico e insieme scenografico, quasi si entrasse nella casa veneziana di un collezionista contemporaneo.

Il progetto si scopre poi nei dettagli. Le luci scultoree di Oluce, Moooi e Fontana Arte dialogano con i tessuti di Rubelli e Dedar, con il vetro di Pulpo e con le geometrie di Pianca. Accanto alla selezione di design, numerosi elementi sono stati pensati appositamente per gli spazi: i tappeti Ducale sviluppati con Besana Carpet Lab, la maniglia Matrice di Manital, una versione inedita della seduta Peonia e specchi realizzati su misura. Nei bagni, le grandi lastre Policroma di CEDIT incontrano l’essenzialità dei miscelatori Zucchetti. Una costruzione quasi sartoriale dell’interno, dove il lusso non coincide con l’accumulo, ma con la qualità delle scelte. Materiali, arredi e oggetti convivono senza cercare necessariamente il protagonismo, contribuendo piuttosto a definire un’atmosfera. Anche l’arte entra naturalmente in questa narrazione. La collaborazione con la storica Galleria Russo di Roma trasforma il palazzo in uno spazio espositivo diffuso, dove opere di maestri e artisti contemporanei italiani e internazionali accompagnano gli ambienti e costruiscono un dialogo tra la memoria dell’edificio e la ricerca visiva del presente.

Le camere e le suite seguono la stessa idea di intimità. Dalle soluzioni Initiale, Superior e Deluxe alle Junior Suite, fino alla Suite Spa con sauna privata, gli spazi cercano il comfort senza perdere quella sensazione di residenza privata che attraversa l’intero progetto. Forse è proprio qui che Elizabeth Unique Venice intercetta una delle trasformazioni più interessanti dell’abitare contemporaneo. Il lusso non ha più bisogno di essere immediatamente riconoscibile, né necessariamente esibito. Può coincidere con il tempo, con la cura di un dettaglio, con un materiale autentico, con la possibilità di sentirsi parte di un luogo invece che semplicemente suoi ospiti. E Venezia sembra essere lo scenario naturale per raccontarlo. Una città nella quale la bellezza raramente si concede tutta al primo sguardo e dove, ancora oggi, il privilegio più grande può essere quello di chiudere una porta alle proprie spalle e sentirsi, anche solo per qualche giorno, a casa.

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