Palazzo San Gottardo, l’ospitalità contemporanea riscopre l’anima di Como 

Sul Lago di Como il lusso non ha bisogno di alzare la voce. Vive nella misura, nella luce che cambia sull’acqua, nel ritmo lento delle architetture affacciate sulla città. È da questa eleganza quasi istintiva che prende forma il nuovo Palazzo San Gottardo, tornato a vivere dopo quasi quarant’anni e oggi parte della Radisson Collection.

A firmarne gli interni è Ultrapresent Studio, che sceglie di non inseguire l’immagine convenzionale dell’hotel cinque stelle, ma di partire dal luogo. Como diventa così la vera matrice del progetto: la sua storia stratificata, la tradizione tessile, il passato mercantile, le architetture e quel rapporto inevitabile con il lago entrano negli ambienti trasformandosi in materia, colore e atmosfera. Più che ricostruire il passato, il progetto ne intercetta le tracce e le porta nel presente. Legno, lacche e ottone scaldano gli interni, mentre il tessuto assume un ruolo quasi architettonico: assorbe i suoni, accompagna la luce, ammorbidisce i volumi e restituisce agli spazi una dimensione domestica, lontana da ogni rigidità alberghiera.

Al piano terra, la lobby incontra il Caffè Lariano, bistrot aperto anche alla città. È forse qui che emerge con maggiore evidenza l’idea di un albergo non chiuso in se stesso, ma capace di diventare parte della vita urbana. Tonalità della terra, mattone e testa di moro dialogano con velluti, pelle e legni caldi, mentre luci e paraventi disegnati da Ultrapresent e realizzati con tessuti Dedar scandiscono gli ambienti senza interromperne la continuità. Proprio il paravento diventa uno dei segni ricorrenti del progetto. La sua origine orientale rimanda alla storia mercantile di Como e ai flussi culturali legati alla Via della Seta, ma assume anche un significato più intimo: separare senza chiudere, proteggere senza isolare. Un gesto sottile che racconta una precisa idea di ospitalità.

Nelle 70 camere e suite l’atmosfera si fa ancora più raccolta. Il verde, ispirato alle acque del lago, incontra materiali caldi e tessuti morbidi. Il paravento si trasforma nella testata che avvolge il letto, mentre un tessuto marmorizzato Dedar sembra catturare le vibrazioni dell’acqua. Dettagli in legno, geometrie a losanga sui soffitti e forme circolari nei bagni costruiscono un equilibrio tra suggestioni del primo Novecento e sensibilità contemporanea. A completare gli ambienti è una selezione di opere d’arte curata da Lorenzo Butti, pensata come un ulteriore livello narrativo: artisti italiani e internazionali accompagnano l’ospite in un racconto che attraversa la storia e l’identità di Como.

All’ultimo piano il registro cambia. Il Ristorante Radiante, dedicato al fine dining, guarda direttamente alla città e al lago e costruisce la propria identità intorno a un immaginario nautico sofisticato. La boiserie in legno lucido, le porte con oblò, i tavoli in radica dai bordi smussati e le sedie da regista degli spazi esterni evocano gli interni delle imbarcazioni d’epoca. A completare la scena, le lampade Fresnel di Joe Colombo. Un verde scuro e avvolgente domina il rooftop, muovendosi dal pavimento alle sedute fino alle partiture tessili del soffitto. Il colore diventa così elemento architettonico, capace di dare profondità allo spazio e allo stesso tempo incorniciare ciò che resta il vero protagonista: il paesaggio.

Palazzo San Gottardo racconta così una forma di lusso che non cerca l’effetto spettacolare, ma lavora sulla relazione tra luogo, memoria e contemporaneità. Un progetto nel quale l’interior design non sovrasta l’identità dell’edificio, ma la accompagna, lasciando che Como entri dalle finestre e continui, quasi naturalmente, dentro le stanze.

Photo by Silvia Rivoltella

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