La casa di Piazza Armerina tra arte, visione e materia: intervista a Davide Brambilla

Vincitore della seconda edizione di Vinci una casa in Sicilia, il format di HGTV Discovery (canale 56) prodotto e condotto da Damiano Gallo, con Maria Grazia Cucinotta come guest star, l’architetto Davide Brambilla firma un progetto di riqualificazione a Piazza Armerina che si distingue per rigore concettuale, sensibilità materica e una visione dell’abitare contemporanea, colta e misurata.

Lontano da ogni tentazione folkloristica, il progetto interpreta la casa come uno spazio aperto al dialogo culturale, dove l’architettura diventa sfondo silenzioso per l’arte e la vita quotidiana.

Qual è stata l’ispirazione principale dietro il tuo progetto e come hai cercato di integrare la cultura siciliana nel tuo design per creare un’opera che rispecchiasse l’identità del luogo?

Il tema fondamentale di ispirazione, nonché elemento continuativo di riferimento per ogni singolo spazio, è stato l’inserimento dell’opera d’arte proveniente da protagonisti – emergenti e consolidati – della scena artistica siciliana. L’arte diventa un’interazione vitale con il territorio, trasformando la funzione abitativa più classica in una dimensione espositiva, conviviale e di rinnovamento culturale.

Si è dunque immaginato un contenitore neutro, in assenza di particolari preesistenze di pregio, capace di accogliere identità più dinamiche e inclusive rispetto allo specifico contesto circostante.

Durante il contest, quali sono state le sfide più significative che hai incontrato nel realizzare il progetto e come sei riuscito a superarle mantenendo la tua visione originale?

La principale sfida è stata quella di doversi attenere rigidamente a una configurazione originaria degli spazi oggetto della riqualificazione. La visione iniziale è però cresciuta e si è consolidata nel corso dello sviluppo progettuale, introducendo volutamente un’evidente originalità per ciascun ambiente, pur mantenendo una forte continuità comunicativa e materica.

La giuria ha recepito solo parzialmente l’intento complessivo, in particolare la mia dichiarata visione onirica del progetto, che rappresentava uno degli aspetti più concettuali dell’intervento.

In che modo il tuo progetto affronta le questioni della sostenibilità e dell’impatto ambientale, e quali elementi hai incorporato per garantire che l’edificio si integri armoniosamente con il paesaggio circostante?

La sostenibilità e l’impatto ambientale coincidono esattamente con scelte materiche naturali, caratterizzate da semplicità e da un linguaggio volutamente minimale. La pavimentazione dell’intera unità abitativa è stata ipotizzata in calce naturale e inerti con finitura cerata, mentre le pareti sono realizzate con intonaco a biocalce, ottenendo superfici volutamente disomogenee e imperfette.

L’unico elemento di concreta interazione con il paesaggio è il patio esterno, caratterizzato dall’inserimento di essenze floreali e vegetali, con una sostanziale conservazione dello stato dei luoghi.

Hai avuto attriti con qualche giudice in particolare durante il contest?

Come di consuetudine, i rapporti umani risultano articolati e complessi, portando a differenti gradi di empatia. Con la giuria si è comunque instaurata una connessione complessivamente positiva, seppur in alcuni casi divergente, anche a causa della ridotta possibilità di confronto e approfondimento dovuta ai tempi televisivi.

Pur ricevendo alcune note critiche che a mio parere risultavano infondate, le ho accolte con rispetto, riflettendo in senso costruttivo e mantenendo fede alla mia visione originale del progetto.

Il progetto di Davide Brambilla per Vinci una casa in Sicilia propone una lettura contemporanea dell’abitare nel Sud Italia: sobria, colta, mai urlata.

Un’architettura che non cerca consenso immediato, ma costruisce significato nel tempo, attraverso l’arte, la materia e l’imperfezione controllata.

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