TreVille, il dialogo ritrovato tra architettura e Mediterraneo

Affacciata sulle rocce di Positano, Villa TreVille non è soltanto un hotel, ma uno di quei luoghi che hanno trasformato il paesaggio in un’esperienza. Oggi questa icona dell’ospitalità italiana apre un nuovo capitolo della sua storia con un intervento firmato dall’architetto Antonio Girardi, che sceglie di esaltare l’anima della dimora anziché riscriverla. Più che un restyling, il progetto è un esercizio di equilibrio. L’obiettivo non è introdurre nuovi segni, ma valorizzare quelli esistenti, lasciando che siano la luce, il mare e la vegetazione mediterranea a guidare il racconto degli spazi.

Il cuore dell’intervento è Maestro’s, il ristorante panoramico dell’hotel, dove una copertura tessile progettata su misura ridefinisce la terrazza con leggerezza, filtrando il sole senza interrompere il dialogo con il paesaggio. Le sedute Bonacina, insieme a una selezione di rampicanti, palme ed essenze mediterranee, contribuiscono a creare un ambiente in cui il confine tra architettura e natura si dissolve. Anche gli spazi di servizio vengono ripensati, migliorandone la funzionalità con un approccio rispettoso dell’identità originaria della villa. Il progetto prosegue fino alla spiaggia privata, dove piattaforme, aree lounge e prendisole seguono l’andamento naturale della scogliera. Una palette dominata dalle sfumature del blu veste tessuti, ombrelloni e arredi, rafforzando il legame visivo tra mare, roccia e architettura e restituendo un’atmosfera di raffinata continuità.

Con questo intervento Antonio Girardi conferma una visione progettuale che mette al centro il rispetto del luogo e della sua memoria. Un’idea di lusso contemporaneo che non cerca effetti scenografici, ma nasce dalla capacità di interpretare un contesto straordinario con discrezione, trasformando ogni dettaglio in un gesto di armonia.

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