Venice Design Week 2026: il design non può più essere parziale

Dal 9 al 18 ottobre Venezia torna a interrogarsi sul futuro del progetto. La diciassettesima edizione della Venice Design Week sceglie un titolo essenziale e, proprio per questo, radicale: “100%”. Un invito a raccontare il design per ciò che realmente è, rendendo visibili materia, ricerca, artigianato, tecnologia e responsabilità.
La Venezia, dove ogni progetto sembra inevitabilmente costretto a confrontarsi con qualcosa di più grande: il tempo, la storia, la materia e soprattutto la fragilità. È forse proprio per questo che il tema scelto per la diciassettesima edizione della Venice Design Week, in programma dal 9 al 18 ottobre 2026, appare particolarmente contemporaneo. Una sola indicazione: “100%”. Una percentuale assoluta che diventa dichiarazione d’intenti. In un momento storico in cui sostenibilità, ricerca e innovazione rischiano talvolta di trasformarsi in formule ripetute, la manifestazione veneziana sceglie invece di chiedere al progetto maggiore precisione. Non basta più dichiarare: bisogna raccontare. E possibilmente misurare.
“100%” non vuole essere soltanto il titolo dell’edizione, ma un metodo attraverso il quale leggere gli oggetti. Accanto al prodotto, designer e aziende sono infatti chiamati a mostrare le componenti che ne hanno determinato l’identità attraverso vere e proprie mappe di dati e percentuali. Quanto artigianato c’è dietro un oggetto? Quanto pesa la tecnologia? Quanto appartiene alla tradizione e quanto alla sperimentazione? E ancora: quale parte del progetto deriva dall’intuizione e quale dalla ricerca?

Domande apparentemente semplici che restituiscono, invece, tutta la complessità del processo creativo. Il risultato è un modo diverso di osservare il design. L’oggetto non viene più percepito soltanto attraverso la forma finale, ma attraverso la storia che ha portato alla sua realizzazione. Materiali, lavorazioni, ricerca, trasformazioni e scelte produttive diventano parte integrante della narrazione. Anche la sostenibilità abbandona così la dimensione dello slogan per entrare concretamente nel progetto: riuso, riparabilità, possibilità di smontaggio, riciclo, riduzione dell’impatto ambientale ed economia circolare diventano elementi leggibili. La forza della Venice Design Week rimane però il suo rapporto con la città. Non esiste un unico contenitore. Il festival attraversa Venezia e ne occupa luoghi differenti, costruendo una geografia del progetto che mette continuamente in relazione contemporaneità e patrimonio.
Palazzi storici, musei, istituzioni culturali e spazi dedicati alla ricerca diventano parte di un percorso diffuso. Tra le sedi figurano il Museo d’Arte Orientale di Venezia, Palazzo Nani, oggi Radisson Collection Hotel, gli spazi dello IUAV, la Fondazione Querini Stampalia, Palazzo Pisani Revedin e Palazzo Pisani Santa Marina. È una modalità particolarmente adatta a Venezia: il visitatore non entra semplicemente in una fiera, ma attraversa la città. E nel farlo incontra esposizioni, installazioni, talk, conferenze e visite guidate, scoprendo talvolta luoghi lontani dai percorsi turistici più consueti. Il design contemporaneo si inserisce così in architetture che raccontano altri secoli senza cercare di cancellarne la presenza. È proprio questo contrasto a rendere Venezia uno scenario straordinariamente attuale: una città antica che obbliga continuamente a immaginare il futuro.

L’edizione 2026 riunisce 80 brand e designer internazionali, ai quali si aggiungono 20 designer locali, con presenze provenienti da Europa, Asia, Medio Oriente, Australia, Africa e America Latina. Le selezioni coinvolgono Light Design, Complementi di Interior Design, Tableware e Jewelry Design, componendo un panorama nel quale discipline differenti possono contaminarsi e dialogare. Non si tratta quindi soltanto di osservare nuovi prodotti, ma di comprendere differenti culture del progetto. La collaborazione con l’Università IUAV di Venezia e con le istituzioni cittadine rafforza inoltre il carattere di ricerca della manifestazione: il design viene osservato non soltanto per la sua capacità di generare bellezza, ma per il ruolo che può assumere all’interno della società. Perché oggi progettare significa inevitabilmente scegliere. Scegliere un materiale invece di un altro, decidere quanto un prodotto debba durare, come possa essere riparato, quale processo produttivo utilizzare e quale eredità lasciare una volta terminata la sua funzione. Forse il punto più interessante di questa Venice Design Week è proprio qui.
La manifestazione si concluderà il 18 ottobre con la premiazione dell’European Product Design Award, chiudendo dieci giorni dedicati al confronto tra progettisti, aziende, studenti e pubblico.
Rimane una parola, o meglio un numero: 100%.

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