Il mercato immobiliare statunitense è in crisi

Se il mercato immobiliare italiano sta vivendo finalmente un momento favorevole, quello statunitense sta attraversando un periodo di forte incertezza e di grande calo

Se il mercato immobiliare italiano sta attraversando finalmente un momento favorevole e di respiro, negli Stati Uniti l’andamento del mattone sta subendo forti scossoni. Il mercato immobiliare statunitense sta vivendo un periodo di forte incertezza e di grande calo. Le ragioni sono molteplici, ed è importante analizzare le cause e i fattori che stanno determinando questa flessione così pesante, tanto da far riecheggiare la crisi del 2008.

Mercato immobiliare statunitense quasi in ginocchio

Un calo drastico e significativo. Il mercato immobiliare statunitense è in tilt completo, anche perché bisogna sì considerare il calo delle vendite ai minimi storici, ma al contempo bisogna anche fare i conti con un aumento importante dei prezzi delle abitazioni disponibili sul mercato.

I livelli del mercato immobiliare statunitense mai così giù dal precedente alla pandemia

Non esiste al momento un vero punto di riferimento che indica questa difficoltà se non appunto la grande crisi del 2008. Un calo significativo nelle vendite delle case già esistenti.

E gli indici che risultano inferiori ai livelli di mercato del relativo all’anno 2021 e a tutto il periodo che ha preceduto la pandemia.

I fattori generali che hanno inciso su questa crisi

Sicuramente a incidere e non di poco ci sono i tassi di interesse molto alti per contrarre un mutuo e ciò non ha ripercussioni favorevoli sulla domanda.

E’ la Generazione Z a sostenere il mercato immobiliare, tra cause e conseguenze

E’ la Generazione Z al momento il vero baluardo a sostenere il mercato immobiliare statunitense. Rappresentano il 13% della domanda immobiliare negli USA nel 2024, con un balzo significato del 10% rispetto all’anno precedente [Fonti: Axios, CoreLogic].

Quali sono le ragioni di questo nuovo volano per il mercato immobiliare statunitense? Semplicemente, la Generazione Z punta su immobili a basso costo, addirittura al di sotto della media nazionale (che si aggira intorno ai 330.000 dollari).

Per loro la spesa media dell’acquisto di una nuova abitazione è di 250.000 dollari. Le zone geografiche degli Stati Uniti più economiche e abbordabili come il Midwest rappresentano gli obiettivi primari per prendere casa, considerata anche la giovane età e il bisogno di investire in un immobile.

Più case in vendita rispetto al passato, ma una progressiva lentezza nell’effettuare le transizioni commerciali

Una cosa è sicura: rispetto al passato ci sono molte più case in vendita (circa due milioni di immobili in più). Il problema sono le transazioni, molto più lente rispetto al passato. Gli annunci, mediamente, stanno fuori circa un mese e mezzo.

Qualche segnale arriva dalle inserzioni per la vendita di case e appartamenti in vendita, in leggero aumento. Così’ cresce l’inventario immobiliare. Motivi? Il drastico calo delle vendite dovuto a prezzi troppo elevati.

Il settore del luxury real estate rimane intoccabile e non risente minimamente di questa crisi

Se in generale il mercato immobiliare statunitense vive un momento di profonda flessione, quello più settoriale legato al luxury real estate rimane saldamente positivo. C’è l’interesse sempre vivo in immobili di lusso ubicati in punti strategici o in zone premium, grazie anche all’eccellenza delle strutture realizzare. Per efficientamento energetico, per qualità tecnologica e altri fattori.

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