Greenpark & Wellness Hotel Al Sorriso, l’Hotel Botanico

Il progetto di ristrutturazione firmato da The Studio crea un “hotel oasi”, capace di integrare negli ambienti interni dell’albergo la bellezza dei 20.000 mq di parco circostante.

Il Greenpark & Wellness Hotel Al Sorriso, situato a Levico Terme in provincia di Trento, può vantare, con i suoi ventimila metri quadrati, la più estesa tra le aree verdi a disposizione delle strutture alberghiere locali. E proprio la valorizzazione del parco è stata alla base dell’intervento di restyling ultimato a gennaio 2020 e realizzato da The Studio, studio creativo di Architettura, Interior, Product, Exhibit e Graphic Design con sede a Milano e facente capo a Laura Menichelli e Alessandro Vergot.

L’idea alla base del progetto, concordata con la committenza, è quella di creare una vera e propria oasi botanica, una struttura di ricezione capace di accogliere il cliente in un ambiente naturale e di restituire un’esperienza di totale relax e di riconessione alla natura. La chiave progettuale è quella di una pianifica- zione sostenibile, per ricollegare le persone con l’ambiente che le circonda, unendo umanità, architettura e mondo naturale. Determinanti in questo senso sono stati la scelta e l’utilizzo dei materiali: una palette di colori green, l’impiego di tessuti naturali e materie prime locali come ad esempio il porfido Renon, nonché l’uso di legno, ceramiche e forniture italiane.

Il Greenpark & Wellness Hotel Al Sorriso si sviluppa su un’ampia superficie calpestabile di 2.800 mq, di- stribuita su 3 piani e 64 camere. I suoi oltre 50 anni di storia richiedono inoltre di coniugare la tradizione con una visione più moderna dell’architettura e nuove formule abitative. La necessità della committenza di limitare al massimo il periodo di chiusura si è aggiunta alla complessità dovuta alle dimensioni e si è quindi optato per una ristrutturazione in più step e distribuita quindi su un arco di diversi anni.

La prima fase del restyling, iniziata nel 2012, ha riguardato il riammodernamento delle camere, che appaiono ora come una rivisitazione minimale e contemporanea della tradizionale camera d’albergo montana. Rea- lizzate interamente in legno di abete, pianta locale scelta perchè dona particolare leggerezza e luminosità all’ambiente, le camere sono state ristrutturate in collaborazione con lo studio OPRA22.

La seconda fase della ristrutturazione ha toccato la sala colazioni – cupa, poco funzionale e dall’arredo datato – che ora può invece sfoggiare tre blocchi in frassino, realizzati su misura, oltre a sedie dello stesso materiale che rendono l’ambiente fresco, luminoso e contemporaneo.

La hall (che forse qualcuno ha già visto nel film “Il Testimone Invisibile”, con Riccardo Scamarcio e Miriam Leone) ha subìto l’intervento più importante: l’impiego del porfido verde, abbinato al rovere naturale, ri- chiama la rigogliosa natura esterna. La struttura monolitica, squadrata ed essenziale, è stata movimentata grazie alla particolare lavorazione a spacco, realizzata a mano. Le lampade, anch’esse su misura, sono in porfido e rovere con led a scomparsa. Le finiture sono in ottone spazzolato. All’interno della zona relax sono state mantenute le poltrone anni settanta preesistenti, in modo da mantenere un collegamento con il passato, le quali sono state rivestite con nuovi tessuti, nelle tonalità del verde salvia, a trama grezza. Arredi contemporanei, seppur sempre con un tocco retrò, sono stati scelti per la zona bar. Tutti i corpi illuminanti

sono stati realizzati in ottone spazzolato, in modo da collegare i diversi spazi che formano la hall. La bussola d’ingresso, realizzata su misura, vuole essere un medium tra l’ambiente interno e il verde esterno ed è stata pensata per dare la sensazione di una immersione totale nella natura.

Contestualmente alla ristrutturazione della hall, si è proceduto al restyling dei bagni. I progettisti hanno voluto eliminare la discriminante dei servizi separati per disabili rendendo ciascun bagno idoneo e acces- sibile a tutti, ottimizzando spazio e abbattendo le barriere architettoniche. Un antibagno comune, ampio e facilmente fruibile da ogni ospite, con accesso tramite porta scorrevole e adeguamento dei servizi, è stato rivestito da lastre ceramiche per mantenere un design pulito e ridurre al minimo la presenza di fughe.

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