E’ stato ultimato il progetto-intervento di Renzo Piano per la realizzazione del rifugio climatico, a Bari nel quartiere San Paolo. Proprio la città dove l’archistar genovese realizzò per i Mondiali di Italia 90 lo stadio San Nicola, ribattezzato da lui stesso l’Astronave, per via della particolare conformazione architettonica.
Il programma, ribattezzato G124, riguarda un progetto di riqualificazione urbana che interesserà anche altre città italiane, ed è promosso proprio dal senatore a vita assieme ad altri enti.

Riqualificazione urbana nelle periferie. Si cerca un nuovo contatto tra città e natura
La nuova Corte Don Bosco è quindi un esempio da replicare per dare un nuovo concetto di città – natura, ma anche un metodo per colmare un vuoto che può essere riempito per garantire un futuro migliore. Una nuova identità urbana, sana, sociale su cui puntare e credere nei prossimi anni.
Che cos’è il rifugio climatico
Il rifugio climatico della città di Bari sostituisce uno spazio dalla forma triangolare e non fruibile per gli abitanti del quartiere San Paolo, circondato da tre edifici che lo chiudevano totalmente su tre lati.
E’ proprio da questo vuoto che è partito l’intervento di Renzo Piano e del suo team di collaboratori. Lo spazio è stato trasformato in un luogo di incontro e di partecipazione per gli abitanti del rione. Un esperimento che vuole diventare una matrice per costruire altri spazi di questo tipo.

L’area verde del rifugio climatico
L’installazione di ben 127 alberi (allori e lecci) dà l’impronta e il nome a questo nuovo spazio pubblico per gli abitanti di San Paolo.
Si attende infatti la crescita di questi arbusti per realizzare una sorta di “tetto verde” che si formerà nel momento in cui tutti gli alberi raggiungeranno la stessa altezza e potranno quindi unirsi e fondersi con le loro chiome.
Eccezion fatta per il centro di questa piazza che rimane invece dedicato alle sedute intorno a un prato verde in mezzo dalla forma tonda.
Il programma G124 voluto da Renzo Piano
Non solo Bari, ma presto anche Napoli e Rovigo. Il capoluogo pugliese è stato selezionato nel 2022 come punto di partenza del programma G124. Anche il Politecnico di Bari – dipartimento ArCoD – è un ente coinvolto.
I docenti che hanno selezionato gli architetti
I docenti Carlo Moccia e Francesco Defilippis hanno selezionato gli architetti Tiziano De Venuto, Ezio Melchiorre, Rosa Piepoli e Giuseppe Tupputi.
Greening e micro-forestazione
L’amministrazione barese punta ad ampliare e investire in questo cambiamento. Greening e micro-forestazione sono i due vocaboli più gettonati in un mondo che deve guardare con sempre più preoccupazione alla questione climatica.
Le isole di calore urbane
L’obiettivo è quello di contrastare le isole di calore urbane garantendo isole urbane destinate al verde che porta con sé riparo e ossigeno, nel vero senso della parola. Il primo “rifugio climatico” della città di Bari, è infatti un luogo ombreggiato dalle chiome degli alberi che formeranno un grande tetto verde sulla piazza






