Per Edi Solari l’obiettivo è raccontare la ‘sua’ casa

Edi Solari è una fotografa d'interni e dei luoghi dell'abitare. La macchina fotografica è da sempre la sua grande compagna di vita. Un bel giorno è diventato un lavoro a tutti gli effetti

Edi Solari è una fotografa d’interni, architettura e dei luoghi dell’abitare. La macchina fotografica è da sempre la sua grande compagna di vita. Un giorno ha capito la sua vocazione. Concentrarsi sulla fotografia di architettura, che faceva scaturire in lei forti emozioni. Un amore immediato e sentito. Diventato successivamente lavoro: l’opportunità di entrare in luoghi privati affascinanti e di raccontare al mondo quello che ha visto…

Edi Solari bentrovata. Cosa l’ha spinta a intraprendere la carriera di fotografa?

Mi chiamo Edi Solari e sono una fotografa di interni, architettura e luoghi dell’abitare.
Ho sempre avuto una grande passione per la fotografia intesa come collezione di ricordi nel tempo. Durante la scuola mi sono accorta che la fotografia di architettura mi accendeva e mi faceva provare delle emozioni grandi. Le linee, le geometrie, le luci e le ombre, la matericità delle superfici, resto sempre incantata a osservare tutto questo.

arch.Cristiana Izzi ph: Edi Solari

Ho deciso quindi di specializzarmi in questo specifico settore perché lo amo proprio dal profondo dell’anima. Sento di essere fortunata e privilegiata perché il mio lavoro mi dà l’opportunità di entrare in luoghi privati e di raccontare al mondo quello che ho visto solo io, o pochi altri.

Come descriverebbe il suo stile fotografico?

Ho uno stile fotografico semplice. Uso la luce naturale e anche la postproduzione è minima. La cosa più importante, secondo me, è saper osservare.

Come si prepara per un servizio fotografico in una residenza di lusso, quali aspetti deve considerare prima di iniziare a scattare?

Prima di ogni servizio fotografico è sempre molto importante preparare gli ambienti. Dico sempre che posso anche fare la foto più bella in assoluto, ma se la casa non è preparata sapientemente, resterà una bella foto di uno spazio comune. Oltre alla preparazione, studio la luce che entra negli ambienti nei diversi orari della giornata, in modo da pianificare gli spostamenti e cogliere sempre il momento migliore.

arch.Eugenia Bonini ph: Edi Solari

Ci può raccontare qual è stato il progetto fotografico più impegnativo che ha affrontato?

Progetti fotografici in cui ho avuto delle simpatiche difficoltà ce ne sono stati diversi, come quando ho fotografato una casa con il camino acceso a luglio per pubblicare il servizio nel numero di novembre di una rivista, oppure scattare nel buio più totale di una giornata di pioggia pesante e tirar fuori comunque scatti luminosi, o resistere alla tentazione di “cadere accidentalmente” in una bella piscina, ma anche resistere a non mangiare i dolcetti presi per arricchire la tavola.

arch Giovanna Dominijanni ph: Edi Solari

Tutto questo fa parte della quotidianità. Se devo ammettere, però, quale è stato il progetto più impegnativo in assoluto, direi sicuramente quello in cui ho dovuto fotografare la persona di cui sono innamorata da anni, senza poterglielo dire, e dovendo comunque rimanere concentrata sul lavoro e riuscire a farlo al meglio, con creatività e attenzione alta: difficilissimo.

Quando fotografa una casa di lusso, cerca di evocare un’emozione specifica o lascia che ogni osservatore interpreti l’immagine liberamente?

Quando fotografo qualsiasi casa mi muovo sempre istintivamente. Come prima cosa osservo gli ambienti e ascolto cos’è che mi colpisce a livello di emozioni. Successivamente cerco di inquadrare il dettaglio che ho visto e di riprodurlo fedelmente rispetto a come l’ho visto nella mia testa, per riportare l’emozione che ho provato io in quel momento. Ogni osservatore, poi, interpreterà ogni immagine liberamente, perché come in qualsiasi altro ambito, noi interpretiamo la realtà non per come è lei, ma per come siamo noi.

Quali tecniche o attrezzature utilizza per mettere in risalto i dettagli architettonici e i materiali pregiati durante il servizio fotografico?

Utilizzo una macchina fotografica con diversi obiettivi per i diversi racconti: utilizzo un grandangolo per descrivere come è fatta la stanza e tutto ciò che troviamo al suo interno. Utilizzo un obiettivo di media focale (50mm), sia per i dettagli emozionali, sia per descrivere il mood dell’ambiente e i dettagli materici. Uso un treppiedi per poter cogliere la luce naturale anche in condizioni di scarsa illuminazione, e successivamente mi occupo della postproduzione digitale con software specifici.

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