Vinci una casa in Sicilia?, la parola a Nicola e Giovanni

Protagonisti della prima edizione di Vinci una casa in Sicilia, Nicola Rustico e Giovanni Munafò sono architetti da diversi anni. Con una visione chiara sul ruolo che avrà l'architettura in futuro

Protagonisti della prima edizione di Vinci una casa in Sicilia, Nicola Rustico e Giovanni Munafò sono architetti da diversi anni.

Rustico è originario di Casale (per questo, nel suo progetto ha dato un tocco nel Monferrato). Giovanni è milanese, con studio a Buccinasco. Nel suo progetto è stato molto rispettoso della storia e delle tradizioni siciliane per la ristrutturazione dell’immobile nel comune di Piazza Armerina.

Chi sono Nicola Rustico e Giovanni Munafò?

R: Sono di Casale Monferrato, appassionato di tennis e laureato in architettura al Politecnico di Torino con una tesi sulle wineries californiane e il loro legame con il Monferrato.

Nicola Rustico

M: Giovanni Munafò, architetto con 17 anni di esperienza, ho studiato al Politecnico di Milano e dal 2008 lavora come libero professionista. Ho fondato il mio studio a Buccinasco nel 2010. Mi distinguo per la combinazione di funzionalità, estetica e sostenibilità, puntando su soluzioni concrete e rispettando le esigenze dei clienti.

Giovanni Munafò

Cosa vi ha spinto a partecipare a “Vinci una casa in Sicilia“?

R: Mi ha attratto il format, la sfida e il confronto con altri professionisti.

M: Si distingue dai talent tradizionali poiché valorizza il ruolo degli architetti, spesso frainteso e ridotto a stereotipi. Gli architetti non sono solo creativi estetici, ma professionisti altamente qualificati che combinano competenze tecniche, manageriali e una visione globale, affrontando sfide moderne come la sostenibilità e la complessità normativa.

Come descriverebbe il suo stile architettonico?

R: Punto a dare personalità agli ambienti, contestualizzandoli con materiali e colori tra innovazione e sostenibilità. Un pensiero condiviso con il cliente e funzionale alle sue esigenze. Anche il verde, inteso come piante, assume un ruolo importante nel design.

M: Preferisco parlare di linguaggio architettonico, che si esprime attraverso linee, volumi, materiali e spazi, dando origine ad un dialogo con l’ambiente e le persone. Il mio approccio combina minimalismo e razionalismo, puntando su essenzialità ed ordine. Progetto spazi multifunzionali, flessibili e tecnologici, con materiali naturali che dialogano con l’ambiente. Arredi leggeri e illuminazione studiata favoriscono il benessere e la serenità.

Nicola, ci può raccontare il progetto presentato nel programma Vinci una casa in Sicilia?

R: Ho progettato la casa come se fosse mia, ispirandomi alla Sicilia e a Piazza Armerina, con una pavimentazione univoca in terra cruda e illuminazione calda. Ogni stanza è un viaggio tra riferimenti siciliani elementi iconici di artisti e interessi personali.

Soggiorno con riferimento alla villa romana del casale. Tonalità rosse, libreria in ferro, boiserie in noce e una pianta di melograno, simbolo del mito di Persefone.

Cucina. Blu come il mare, zellige marocchine e cementine dell’artista Max Ferrigno. Mobile bar con boiserie specchiata e spighe di grano.

Sala da pranzo: conviviale, suddivisa da una mobile quinta, il tavolo in ferro rotondo è al centro della stanza, boiserie in cementine ispirata a Gibellina, sedie gialle in paglia di Vienna, piante di limoni, opere di Omar Hassan e Maria Vittoria Backhaus.

Camera da letto. Materica, con boiserie verde, comodini in pietra, armadio su misura con tessuto botanico e dettagli in velluto rosso, disegnato e creato esclusivamente per il programma.

Bagno. Richiama il Medio Oriente, con zellige bicolore, lavabo in pietra su cassettone in legno e una tartaruga della Cracking Art all’interno della doccia.

Cantina (piano seminterrato). Omaggio al Monferrato, con riferimenti agli infernot UNESCO, pareti in terra cruda e una struttura porta-vini in ferro.

Giovanni, ci può raccontare il progetto presentato nel programma?

M: Il progetto ha voluto recuperare le caratteristiche architettoniche delle tipiche abitazioni dell’entroterra siciliano, evitando gli stereotipi ed utilizzando materiali locali e di riuso. Questo approccio ha permesso di integrare perfettamente l’abitazione con il contesto, rispettando storia e tradizioni.

Ogni ambiente è stato progettato con una suddivisione funzionale che favorisse ordine, fluidità e praticità. La cucina e la sala da pranzo sono il cuore della casa, simbolo di accoglienza e convivialità.

Il seminterrato si ispira alla “Camera dello scirocco” e la camera da letto è ispirata dagli archi a ogiva ribassata tipici della tradizione siciliana con un mobile filtro che crea un ambiente intimo e riservato.

Quali tendenze architettoniche vede per il futuro?

R: Penso che in futuro si parlerà sempre di più di architettura bioclimatica e di modularità costruttiva per ridurre tempi e costi. Mi auguro che architettura e design mantengano identità e stupore, rispettando il territorio, gli spazi di chi li vive. L’ intelligenza artificiale avrà un ruolo importante, solo con il rischio di standardizzare il pensiero.

M: Le tendenze architettoniche future promuoveranno sostenibilità, versatilità ed efficienza, con spazi multifunzionali, materiali naturali e soluzioni che ottimizzano risorse ed estetica.

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