Barocca, rutilante, fantasmagorica, dall’ingresso all’ultima sala del percorso espositivo. Avvince e seduce la Mostra “Dal Cuore Alle Mani: Dolce&Gabbana”, che, dopo le due tappe al Grand Palais di Parigi e al Palazzo Reale di Milano, è visitabile fino al 13 agosto al Pala Expo di Roma, nell’edificio di via Nazionale progettato da Pio Piacentini e inaugurato nel 1883, il più prestigioso spazio espositivo e culturale del centro della Capitale.

“Dal Cuore Alle Mani: Dolce&Gabbana” celebra i quarant’anni di attività della maison
Voluta per celebrare e festeggiare i quarant’anni di attività della maison, fondata nel 1985, la Mostra costituisce un vero e proprio preludio che quest’anno, per la prima volta, dal 12 al 16 luglio, vedrà protagonista la Capitale, finalmente rilanciata come riferimento imprescindibile dell’Alta Moda nel mondo.
Così, tra le location d’eccezione che accoglieranno le collezioni più preziose di Dolce&Gabbana tra Roma e Tivoli, figurano i Mercati di Traiano, con la titanica scenografia dell’emiciclo che si fonde con la piazza del Foro di Traiano all’ombra della celeberrima Colonna, Ponte Sant’Angelo, con la sua coreografia di statue di angeli in bilico lungo i parapetti, Villa Adriana di Tivoli, indissolubilmente legata al nome e all’opera di Marguerite Yourcenair, con l’estro architettonico del Teatro Marittimo, buen retiro e alcova d’amore dell’imperatore Adriano e del bellissimo Antinoo.
“Dal Cuore Alle Mani: Dolce&Gabbana” è curata da Florence Müller con le scenografie di Agence Galuchat
Ma torniamo alla Mostra: promossa dall’ Assessorato alla Cultura di Roma Capitale e Azienda Speciale Palaexpo, con il patrocinio di Roma Capitale, prodotta e organizzata da Azienda Speciale Palaexpo con IMG, è curata da Florence Müller con le scenografie di Agence Galuchat, raccoglie oltre duecento creazioni uniche di Dolce&Gabbana, simbolo dello stile italiano dell’Alta Moda, ripercorrendo lo straordinario processo creativo, dal cuore, da cui scaturiscono le idee, alle mani, attraverso cui le stesse prendono forma.
E allora, come afferma giustamente la curatrice, per gustarla appieno non resta che “Immergersi nel mondo di Domenico Dolce e Stefano Gabbana, dove magia e fantasia, leggenda e realtà si intrecciano”.
Rispetto ai due precedenti allestimenti, questo del Pala Expo è una narrazione ripensata per il contesto, dove le creazioni di Domenico Dolce e Stefano Gabbana entrano in dialogo con l’impianto architettonico neoclassico, scenografia unica per un viaggio non solo nella moda, ma nel tempo, nell’arte, nella memoria e nella materia, ma soprattutto nella Grande Bellezza Italiana.

Il percorso espositivo della Mostra “Dal Cuore Alle Mani: Dolce&Gabbana” si divide in 14 sale immersive
Il percorso espositivo si snoda su di una superficie di circa 1.500 mq., in un susseguirsi di ben 14 sale immersive (Fatto a mano, L’Arte e la Maestria del Vetro, Il Gattopardo, Le Tradizioni Siciliane, Il Barocco Bianco, La Devozione, Nel cuore di Milano, L’Opera, La Sartoria. Ornamenti e Volumi, Vestire l’Architettura e la Pittura, Le Divinità in Sogno, Anatomia Sartoriale, Cinema e Arte Sarda) ognuna con un proprio tema, esplorando il pensiero creativo e non convenzionale del brand nel mondo del lusso, elegante, sensuale e unico, ma anche ironico, irriverente e rivoluzionario.


Nel cuore del loro processo creativo, Domenico Dolce e Stefano Gabbana si affidano alle mani sapienti di artigiani che incarnano l’eccellenza italiana del “fatto a mano”.

Ogni collaborazione rappresenta una tappa del loro personale “Grand Tour” della penisola: un viaggio contemporaneo simile a quello dei rampolli europei che, nel XVIII° secolo, giungevano in Italia alla scoperta dei suoi tesori d’arte e di paesaggio.

La bellezza del “fatto a mano”
La bellezza del “fatto a mano” viene così ad essere valorizzata nell’architettura monumentale del Palazzo delle Esposizioni, dove filmati di repertorio e immagini di sfilate restituiscono il fascino di eventi che uniscono moda e spettacolo, in un vero e proprio tripudio dei sensi.
Le creazioni presentate riprendono tecniche artigiane tradizionali di varie regioni italiane, riviste attraverso la lente dell’Alta Moda.
Maioliche e sete dipinte a mano
I colori delle maioliche di Capri si accendono in ricami scintillanti; occhiali da sole, foulard e pantaloncini evocano l’atmosfera leggera e spensierata della Dolce Vita.
Le trame dell’intreccio e l’architettura dei trulli pugliesi si trasformano in intarsi ricamati e tessiture complesse, mentre i ricami dell’Alta Sartoria sono ispirati dalla purezza formale delle ceramiche bianche di Grottaglie.
Le sete dipinte a mano e i ricami eseguiti con pietre multicolori rievocano gli splendori di Venezia, mentre i pappagalli con piume leggere rimandano alla dimensione onirica di un’estate a Portofino.
E ancora, la delicatezza della cassata palermitana trova un riflesso in elaborate applicazioni e preziosi pizzi. Intrecci multicolore in cotone e lana costituiscono un omaggio alle radici ancestrali delle tradizioni popolari della Sardegna.
Le iconiche architetture di Firenze vengono trasformate in ricami e applique di estrema raffinatezza
Le più armoniche architetture di Firenze, Duomo e Palazzo Vecchio, vengono trasformate in ricami ed applique di estrema raffinatezza, mentre Via San Gregorio Armeno, nel cuore della vecchia Napoli, ispira ornamenti che rievocano solenni processioni, come pure le celebri statuine dell’arte presepiale qui vendute, declinando devozione e teatralità urbana.
A Marzameni, noto borgo della Sicilia sud-orientale, corsetti e maschere raccontano la leggenda della principessa Calafarina e del suo tesoro perduto, restituendo al mito locale una nuova forma visiva.
In tutte le creazioni di Dolce & Gabbana pizzi e passamanerie esaltano la raffinatezza del taglio sartoriale, così come le trasparenze, le strutture e i volumi rivelano un’ineguagliabile maestria artigianale: dal taglio alla corsetteria, dal flou al drappeggio, ogni elemento contribuisce a scolpire il corpo come un paesaggio narrativo.
Le creazioni sono raccontate attraverso una serie di temi che evidenziano le molteplici influenze culturali italiane alle radici di Dolce&Gabbana: dall’arte all’architettura, dall’artigianato d’eccellenza al folklore alle tradizioni, dalla musica all’Opera, il Balletto, il teatro e naturalmente, le suggestioni della “dolce vita”.
“Arte Sarda”, una sala tributo alla ricchezza del patrimonio tradizionale dell’isola
Tre nuove sale per l’edizione romana: “Arte Sarda”, tributo alla ricchezza del patrimonio tradizionale dell’isola e alla bellezza della sua antica architettura megalitica; “Anatomia Sartoriale”, che racconta la corsetteria e lo studio delle forme del corpo umano come elemento essenziale della storia culturale dell’abbigliamento; infine “Cinema” che celebra questa fonte di ispirazione costante per gli stilisti, grazie a uno speciale omaggio all’arte unica del regista, Premio Oscar, Giuseppe Tornatore, che con il film Devotion ha realizzato un ritratto poetico che coglie l’essenza della visione artistica di Dolce & Gabbana, con immagini che scorrono tra crocifissi e tessuti, Madonne e abiti liturgici, raccontando la Grande Bellezza Italiana, che è famiglia, fede, fatica, festa. L’occhio di Tornatore coglie la sacralità dei gesti quotidiani trasformandola in rito cinematografico.
Una sala dedicata a Milano, città natale dell’Alta Moda del brand
La mostra culmina nella sala dedicata a Milano, città natale dell’Alta Moda del brand.
Un abito aureo in pizzo macramè rende omaggio alla Madonnina e alla Galleria Vittorio Emanuele II°, evocando un’identità urbana fatta di luce e altitudine spirituale. Questo è il cuore vibrante della maison, dove ogni creazione è ancora disegnata, tagliata, cucita a mano, come se fosse l’unica.
“Dal Cuore Alle Mani. Dolce & Gabbana”: non è solo una stupenda Mostra che tutti dovrebbero poter vedere e sulla quale riflettere, è la sintesi perfetta di una visione etica ed estetica.
Se il cuore è l’atto d’amore, la pulsione creativa, la nostalgia, la memoria, le mani sono la genialità della tradizione artigianale che si rinnova nel presente e va tramandata nel futuro.
Sicuramente una Mostra glamour, ma mai effimera: è una mise en scène della memoria italiana, un palcoscenico che restituisce dignità alla tradizione e incanto alla modernità.
In un mondo sempre più attratto dall’intelligenza artificiale, Dolce & Gabbana invitano a tornare alla sapienzialità delle mani, in un gesto antico, sacrale, profondamente italiano, dove c’è proprio tutto: il tempo, la forma, l’anima, come nel vestito ispirato alla “Madonnina” del Duomo di Milano, in ricordo della preghiera di Domenico Dolce, che, come ha narrato più volte, arrivato in città la supplicò di non farlo “ritornare in Sicilia, vinto, sconfitto”.






