Rosso fuoco, morbido, sensuale. Ha qualcosa di profondamente cinematografico nella sua essenza, riempiendo una stanza con l’allure di una diva degli anni ’70, ma la sua anima è più antica, più dolce, più fragile. È Bocca, più che un divano una icona pop, labbra grandi, rosse, omaggio diretto a Marilyn Monroe, musa involontaria del surrealismo, regina di una femminilità che sapeva essere seduzione e tenerezza allo stesso tempo.
Bocca, un’icona pop che non smette di farsi notare
Bocca, come Marilyn, non si limita a farsi guardare, racconta, senza parlare, una storia di desiderio, di cultura e forme che diventano emozione. Dagli anni ’70 ad oggi questo incredibile oggetto, provocazione visiva, continua a strappare un sorriso e parla della purezza delle idee semplicemente geniali nella loro essenza.
Il progetto di Studio65 dalla pop art al salotto
Il divano Bocca nasce nel 1970 dalle menti giocose e visionarie del gruppo torinese Studio65, con in testa Franco Audrito, e affonda le radici nell’immaginario surrealista, nel culto della pop art, ispirato alle labbra di Marilyn Monroe immortalate da Salvador Dalí nel suo “Mae West Sofa” del 1937.
A differenza del divano “daliniano”, però il progetto non è un pezzo unico dedicato a collezionisti d’avanguardia ma un prodotto pensato per l’abitare contemporaneo, accessibile e destinato da subito a scuotere il mondo del design borghese.
L’oggetto come scultura vivibile
Prodotto da Gufram, marchio emblema del design radicale italiano, Bocca rompe con ogni convenzione formale abbattendo la struttura rigida e le geometrie contenute e soprattutto senza scendere a compromessi con la tradizione. Poliuretano espanso rivestito di Lycra elasticizzata, sono il comfort che riscrive le regole. Il divano è una scultura molle, un’icona erotica, una star pop che non vuole essere solo seduta… ma guardata, commentata, fotografata. Bocca infatti è stato fotografato più di una vera diva e conta più di 100.000 esemplari venduti nel mondo oltre ad essere stato set fotografico per riviste, film, gallerie e showroom.
Il design come linguaggio: tra corpo, desiderio e cultura
Nel progetto Bocca c’è qualcosa di profondamente italiano: l’ironia, il gioco, la teatralità, e anche una sfida culturale, quella di trasformare l’oggetto domestico in un segno comunicativo. Il design non è più solo funzione ma messaggio, gesto, una forma che provoca. Studio65 del resto non progettava solo oggetti, ma ambienti esperienziali e arredi che dialogano con l’arte, con il desiderio. In questo senso, un divano non è solo un divano ma una dichiarazione d’amore al corpo e alla libertà del pensiero.
Bocca era già il futuro del design
Ancora oggi, dopo oltre cinquant’anni, il sorriso rosso di Bocca continua a incarnare lo spirito libero del design italiano che osa, che gioca, che pensa oltre la funzione. Un invito a sedersi dentro un’idea e non solo su di un oggetto e proprio come la sua ispiratrice Marilyn, che nei suoi sorrisi nascondeva una dolcezza fragile e potente Bocca non solo si guarda, ma si sente e resta un ricordo di un’era passata, continuando a farsi notare, ad affascinare, a raccontare una storia fatta di desiderio, sensualità e un pizzico di nostalgia.






