Il designer Michael Milesi, nato ad Angolo Terme (BS) il 4 Luglio 1988, unisce la pragmaticità bresciana, all’eclettismo fantasioso del mondo del design. Dopo una laurea magistrale allo IULM, costruisce la professione step by step, ritagliandosi uno spazio sempre più autorevole in un mondo altamente competitivo. Celebri sono i suoi MORI, che hanno avuto ed hanno, un positivo riscontro di critica e di pubblico.
Anche quest’anno, in occasione della Milano Design Week 2025 – 7/13 Aprile, Michael Milesi ci sorprende, declinando la propria arte in quattro diversi eventi, che propongono opere talmente originali ed innovative, che fanno godere l’occhio al primo sguardo.
Michael, bentrovato. Hai ideato il brand Millesimi e uno studio di progettazione. Qual è il focus del tuo lavoro di creativo?
Mi piace lavorare pensando di ottenere qualcosa che occupi uno spazio vuoto, attenzionando non solo il settore degli addetti ai lavori, ma il pubblico degli acquirenti. Per me progettare, significa innescare l’originalità della mia vena creativa, senza indulgere in scorciatoie che i nuovi mezzi a disposizione suggeriscono, in quanto nulla può vincere sulla potenza del connubio tra idea ed intelligenza.
Michael, insegni all’università: che valore attribuisci alla docenza?
Sono docente presso l’Accademia di Belle Arti Acme di Milano, precisamente nel triennio nella facoltà di Interior Design. Insegno due materie: Progettazione dello spazio pubblico e per il pubblico, e Progettazione del punto vendita, ovvero il retail design. Essendo un’Accademia privata, le classi non superano i quindici studenti, quindi li seguo e formo da vicino e singolarmente. Mostro i miei lavori, e soprattutto, li addentro al mondo ed al mercato della produttività.
Mi piace tantissimo non solo insegnare, ma l’osmosi che si genera, in cui a mia volta, imparo da questi giovani, che posseggono il valore aggiunto della freschezza. Induco a riflettere sulla spendibilità pratica del prodotto, spiego il mondo del business, pongo un budget che un domani sarà il preventivo dato dal cliente, e che deve regolare la realizzazione in tutte le sue fasi: un piano di realtà, efficace ed utilissimo.
Alla Milano Design Week che si tiene dal 7 al 13 Aprile, sei presente in modo importante, e proponi quattro opere in differenti spazi espositivi.
Inizio con INNEVE, ospitata al Palazzo della Regione Lombardia, che racchiude tre collezioni, ed è il primo brand italiano di arredi di lusso per l’outdoor in montagna, con cui colmo un vulnus del settore. In genere in montagna, si adatta l’arredo esterno del mare, con l’aggiunta della classica coperta calda per sopperire al freddo. Ho effettuato una ricerca dei legni da utilizzare, con tessuti di pregio e colori che richiamano il mood ed i materiali del territorio.
La grande novità è l’uso della pelliccia sia ecologica che vera, richiesta dai ricchi committenti dell’Est Europa, come i russi. D’altronde pure all’ultima Fashion Week gli stilisti hanno ripristinato il visone in passerella. Le tre opere di INNEVE hanno nomi ispirati a mete di villeggiatura topiche.
ASPEN include un sofà a due sedute, una poltrona ed un tavolino. Il tocco di stile è nella gamba a forma di pattino, dal metallo arrugginito, segno distintivo di INNEVE. La vera chicca, è data dal bracciolo rivestito di pelliccia, che si srotola e diventa una soffice coperta, che nella versione estiva è in velluto o lino.


CORTINA racconta uno stile scultoreo e customizzabile, declinabile a seconda delle richieste del cliente, che sceglie materiali e stoffe, e può richiedere l’incisione del nome o delle iniziali. Il pouff, il divano, o la poltrona vengono ricavati dalla forma del tronco. Il designer segue l’onda della materia in modo naturale. Il tavolo si presenta in legno di travi assemblate, proposte pure nella versione carbonizzato, davvero spettacolare.
Con MIAMI, ho giocato di ironia sofisticata, in una sfacciata americanata, che ondeggia tra montagna e mare, dove in modo divertente e dissacrante, il pelo sbarca a Miami, con colori assemblati, in un fuori contesto molto latino ed americano: un ossimoro tra freddo e caldo, che arreda in modo visionario, un attico oppure una villa al mare. Un prodotto diverso, con struttura in metallo, ottone, cromo spazzolato, sulle cui sedute poggiano cuscini variopinti, in una sorta di patchwork.

Per MATTONE esponi al civico 37 di via Solferino.
MATTONE è una collezione da me ideata per Stoneform, che unisce tradizione e design contemporaneo, combinando l’eleganza del marmo, con la leggerezza geometrica dei mattoni forati. Il progetto si basa su una filosofia sostenibile che prevede l’utilizzo completo del blocco, senza sprechi: da un blocco non si scarta nulla. Ogni elemento, sorge da un unico cubo di marmo, lavorato per creare arredi che si incastrano e si completano visivamente, attraverso un gioco di pieni e vuoti. In questo sgabello multifunzionale, i nove fori della struttura, riproducono le lettere dell’alfabeto Braille, in una comunicazione inclusiva ed universale. E dal materiale scavato dai fori, si ricavano dei tappi.

Sempre al Palazzo della Regione Lombardia, propongo il mio progetto iconico: I MORI, i famosi personaggi siciliani, in versione pop di resina certificata, in tanti colori, tra cui il bronzo che ha davvero spopolato. Costituiscono ormai, la mia carta d’identità: piacciono tantissimo e i clienti continuano a commissionarli, nonostante siano del 2019.

Esponi in via Olona, al Museo della Scienza e della Tecnica.
HEA lamp è un prodotto che, disegnato lo scorso anno, con mio orgoglio, è stato selezionato da 5VIE, e proposto nel quartier generale delle vecchie scuderie del Museo della Scienza e della Tecnica, con il tema armonie invisibili. Una trave in marmo si trasforma in lampada, inserendo la luce. Anche da spenta, incarna un’anima ed una vita propria, diventando un sofisticato oggetto d’arredo. Il metallo lascia spazio ai marmi Calacatta, Marquinia, Guatemala, Travertino, in un design italiano anni ‘30.

Come si emerge in un mondo così complesso?
Vengo da una famiglia in cui mia madre si è sacrificata per me: allora trasformo quel sacrificio, in religiosa dedizione al lavoro. Certo è difficile emergere in un ambiente competitivo: cerco di non disumanizzarmi, restando fedele ai miei principi.






