Il corpo come linguaggio: VALIE EXPORT e KETTY LA ROCCA a Milano

Dal 16 dicembre 2025 al 28 febbraio 2026, Thaddaeus Ropac Milano ospita BODY SIGN, una mostra che mette in dialogo due figure centrali dell’arte femminista europea: VALIE EXPORT e KETTY LA ROCCA. Curato da Andrea Maurer e Alberto Salvadori, il progetto intreccia le ricerche delle due artiste attorno a un tema comune e radicale: il corpo come strumento di linguaggio, resistenza e ridefinizione dell’identità.

Attive in contesti diversi – Vienna e Firenze – ma animate da una sorprendente urgenza condivisa, EXPORT e LA ROCCA hanno utilizzato il corpo per scardinare le strutture del linguaggio patriarcale e superare i confini dei media tradizionali. Fotografia, video, performance e scrittura diventano così strumenti fluidi, capaci di agire nello spazio pubblico e privato con la stessa forza sovversiva.

Il percorso espositivo mette in luce opere iconiche come TAPP und TASTKINO di VALIE EXPORT, in cui lo spettatore è chiamato a un’esperienza fisica e non solo visiva, e le serie fotografiche e verbovisive di KETTY LA ROCCA, dove mani, gesti e parole scritte a mano costruiscono un linguaggio alternativo, immediato e profondamente incarnato.

Ho partecipato all’inaugurazione della mostra, il 16 dicembre a Palazzo Belgioioso, percependo con chiarezza come BODY SIGN riesca a dialogare non solo con la storia dell’arte, ma anche con il progetto contemporaneo, mettendo in relazione corpo, spazio e linguaggio in modo estremamente attuale.
BODY SIGN non è solo una mostra storica, ma un dialogo ancora attuale sul corpo come campo d’azione politica e poetica. Un progetto che invita a riflettere su come il linguaggio, quando passa attraverso il corpo, possa diventare uno strumento di libertà, capace di aprire nuove possibilità di espressione e consapevolezza.

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