Quando la nobiltà siciliana è una questione di stile….

Nel centro di Piazza Armerina, tardo-barocco e Neoclassicismo si fondono nei pregi architettonici di Palazzo Velardita, storica dimora nobiliare.

La location è una delle più preziose e stimolanti. Piazza Armerina – situata proprio nel cuore della Sicilia – è il centro propulsore da cui gusto e innovazione in architettura si dipartono ai tempi d’oro del rinascimento delle arti, per poi diffondersi nell’intera isola. Qui, le maestranze locali, isolane e continentali, tra Sei e Settecento si sono date appuntamento animando il bel da fare dell’edificazione di eleganti dimore nobiliari in piena sintonia con lo spirito, lo stile, e le richieste dell’epoca.

Le cifre inconfondibili della ‘rinascita’ armerina

È cosa nota ai cultori del bello, che proporsi quattro passi nel cuore di Piazza Armerina, significa soprattutto imbattersi nella monumentalità del suo vasto centro storico per la maggior parte composto di edifici pregevoli e dalle architetture composte, solenni, e sfiziose. Sfiziose sì perché da ammirare a pieni occhi, pur nella severità e nell’eleganza formale delle loro geometrie neoclassiche, ornate da scampoli recidivi d’eredità barocca.

Restyling e dintorni

Ma la storia di questo fascinoso centro situato sui monti Erei, parla chiaro per lo più a proposito dell’avvio  di un vero e proprio cantiere di rifacimento municipale generale. In piena epoca rinascimentale, Piazza Armerina si prestò ad una intensa azione di restyling in cui, principali fautori e protagonisti, furono i più potenti casati nobiliari del sud Italia che per tanti secoli legarono ciascuno il proprio nome alla fortuna    della città, contribuendo a renderla lo scrigno d’arte a cielo aperto che è ancora oggi.


Palazzo Velardita – la balconata del piano nobile

I maestri artigiani e i manuali d’architettura

Due sono stati, in particolare, gli ingredienti responsabili del fiorente rinascimento architettonico municipale al centro della Sicilia: una buona dose di estro creativo incoraggiato dall’abbondante presenza  di maestranze artigiane locali, e la sua concomitanza con il ritrovato gusto per la scienza dell’estetica in architettura e le scoperte di quest’ultima a livello continentale.

Altra cosa furono poi i manuali: da annoverare tra gli strumenti d’ausilio più efficaci per intervenire con successo sul rinnovamento dell’estetica degli edifici, in virtù della loro compilazione avvenuta per mano di autorevoli esperti del settore. E a partire dai manuali di architettura circolanti sul continente, si svilupparono gli ormai sempre più numerosi cantieri armerini, i quali diedero infine luogo a veri e propri gioielli di charme dalla cifra classicheggiante, con Palazzo Velardita in testa tra gli esempi di maggiore spicco.

Palazzo Veracità

Ubicato in una delle porzioni più battute della città antica, Palazzo Velardita sorge sul monte Mira, luogo dall’impostazione topografica normanna nonché noto nucleo originario di Piazza Armerina. L’edificio, di fatto, non è l’unico ad aver ricevuto una collocazione simile, in quanto situato proprio al centro di un   ampio percorso di costruzioni storiche dello stesso tenore, e per di più con una posizione non casualmente rintracciabile nelle pertinenze del ‘piano dei baroni’.

Col suo prospetto principale aperto su piazza castello – proprio di fronte alle robuste torri di un castello federiciano della fine del XIV secolo – Palazzo Velardita è una vera e propria icona abitativa in quanto a classe ed eleganza pensate apposta per soddisfare i fasti delle dimore nobiliari. Fu edificato nel XVIII secolo e consta di un’impostazione architettonica pregevole studiata per venire incontro a nuove esigenze stilistiche, le quali combaciavano col far bella mostra di un certo status sociale da parte dei proprietari committenti.

A prima vista…

…l’intera struttura si presenta rigidamente geometrica nella sua costituzione, e squadrata nella caratteristica, solida forma quadrangolare. Sostando davanti all’ingresso principale, è possibile apprezzare nell’immediato le fattezze del monumentale scalone principale che conduce ad un ampio portone, mentre a colpire l’occhio sono pure le inserzioni della facciata realizzate in pietra e mattoni: elementi strutturali che dal Seicento in avanti diverranno l’alternativa più valida all’uso consueto della pietra.

Una lunga balconata scorrevole situata al primo piano dell’edificio, sta poi a segnalare la presenza di tutta una zona di interni destinata al cosiddetto ‘piano nobile’, ossia l’insieme più moderno dei vani corrispondenti agli alloggi dei proprietari, e ai saloni adibiti alla ricezione del pubblico in visita al palazzo.

Un gioiello d’arte neoclassica e tardo-barocca al centro della città

Niente ispira all’osservatore la compostezza e insieme la bellezza formale del Neoclassicismo settecentesco, come Palazzo Velardita. C’è l’arco a tutto sesto dell’ingresso principale con la chiave di volta sporgente, ornato dall’accennata sovrapposizione di paraste e lesene dalla grande linearità geometrica; e non manca pure una gradevole visione d’insieme tipica da tempio classico, che nel complesso gratifica chi osserva, e serve a comunicare un ideale desiderio di perfezione e solennità di composizione.


Palazzo Velardita – Particolare di una finestra del piano superiore sormontata da frontone
semicircolare con ovoli

Altro particolare da considerare, sono i particolari frontoni semicircolari decorati che sormontano le finestre. Mentre tutto il resto è un continuo flusso visivo di rimandi a retaggi tardo-barocchi ancora parecchio sentiti, e riscontrabili in ovoli, intarsi floreali, profili e visi in bassorilievo, così come nelle silhouette ornamentali di soavi figure femminili scolpite ad arte nei basamenti della balconata in alto.

Per quanto di per sé affascinante, Palazzo Velardita risulta inaccessibile all’interno, e necessita di urgenti interventi di recupero e restauro.

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