Ogni volta che si organizza o si prende parte ad un pranzo o ad una cena, ci si dovrebbe sempre chiedere: ma di cosa si parla a tavola? Quali sono gli argomenti di conversazione che, stando al Galateo, possono essere affrontati e quali, invece, è meglio evitare? Ecco alcuni consigli utili da seguire.
La buona educazione comporta l’arte dalla conversazione. Bisogna seguire anche in questo caso delle
regole dettate non solo dal bon ton, ma anche dal buon senso. Monopolizzare con le proprie idee gli
ospiti, attirare su di sé tutte le attenzioni, gridare o, al contrario, sussurrare in modo tale che solo i vicini
stretti possano sentire, sicuramente non sono pratiche ben accettate dall’etichetta, così come i discorsi
volgari o troppo spinti.
A tavola è buona regola controllare voce e gesti
E’ buona regola controllare voce e gesti, come si è soliti curare le maniere a tavola. Nulla è più insopportabile di chi chiacchiera continuamente, è necessario saper riservare spazio anche agli altri. Porre domande? Sì, ma sempre con semplicità e interesse, non durezza e curiosità. Secondo il galateo è consigliato parlare di temi d’interesse generale: non troppo frivoli, ma nemmeno pesanti, in grado di coinvolgere tutti gli ospiti. Vietato trattare di argomenti che rendono partecipi solo una parte degli ospiti, perché risulta davvero poco bello escludere alcuni commensali.

D’altro canto, non si deve essere taciturni, almeno qualche parola o qualche risata. Piccolo consiglio usato molto in ambito diplomatico o durante banchetti ufficiali: in caso di difficoltà, in presenza di persone
sconosciute, seguire le lettere dell’alfabeto può risultare utile per intavolare una conversazione (es. A
come albero…parlare di mostre floreali o nuovi parchi in città). Fondamentale è anche sapere quando è
necessario tacere. Segno di saggezza ed eleganza. Un tocco di humor è sempre vincente.
Non si parla mai di tragedie e disgrazie…
Vietato assolutamente parlare di tragedie, come morti, malattie, disgrazie o tutti quegli argomenti che
potrebbero provocare tristezza o disagio tra i commensali. Un pranzo o una cena devono essere
un’occasione di gioia che, dunque, non va turbata neanche con conversazioni di politica o religione, che
possono degenerare in controversie e in dibattiti non graditi o, addirittura, in veri e propri momenti di
tensione.
Non è consigliabile trattare troppo argomenti che ricadono esclusivamente su noi stessi, con il
rischio di non interessare e di apparire superficiali o egocentrici, conversazioni che riguardino il cibo,
oppure il denaro. La tavola è un luogo prezioso per presentarsi in società o a nuovi amici e spesso
anche per costruire nuove conoscenze… la conversazione è un biglietto da visita
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