L’amministratore di condominio parte due

Domande e risposte sull'amministratore di condominio: chi è e quali sono le norme del codice civile che regolamentano questa figura.

Domande sulla figura dell’amministratore di condominio / seconda parte

Nello scorso approfondimento abbiamo visto che l’art. 1129 c.c. prevede che: “Quando i condomini sono più di otto, se l’assemblea non vi provvede, la nomina di un amministratore è fatta dall’autorità giudiziaria su ricorso di uno o più condomini o dell’amministratore dimissionario”.

Questo cosa vuol dire?

In particolare vuol dire che se un condominio è composto da nove condomini, questi devono necessariamente riunirsi in assemblea per nominare un amministratore.

Abbiamo visto anche cosa sia  necessario per la nomina.

Ossia per provvedere alla nomina dell’amministratore l’art. 1136 comma 6 c.c. prevede che sia necessaria la maggioranza degli intervenuti che rappresentino almeno 500 millesimi dell’edificio.

Tuttavia nel caso in cui l’assemblea non riesca a nominare un amministratore, come previsto dal comma 1 dell’art. 1129 c.c. è l’Autorità giudiziaria a provvedervi. In particolare ecco le modalità ed i termini previsti dall’art. 59 disp. Att. c.c. “La domanda per la nomina dell’amministratore o per la designazione dell’istituto di credito nei casi previsti dall’art. 1003 del codice, se non è proposta in corso di giudizio, si propone con ricorso al presidente del tribunale: nel caso di nomina dell’amministratore, al presidente del tribunale del luogo in cui si trovano gli immobili o si trova la parte più rilevante di essi. Il presidente del tribunale provvede con decreto, sentita l’altra parte. Contro tale provvedimento si può proporre reclamo al presidente della corte d’appello nel termine di dieci giorni dalla notificazione”.

Oggi, vediamo, quando può venir revocato l’amministratore.

Infatti l’art. 1129 c.c. prevede che “la revoca dell’amministratore può essere deliberata in ogni tempo dall’assemblea con la maggioranza prevista per la sua nomina oppure con le modalità previste dal regolamento di condominio. Può altresì essere revocato dall’autorità giudiziaria, su ricorso di ciascun condomino, oltre che nel caso previsto dall’ultimo comma dell’art. 1131, se non rende il conto della gestione, ovvero in caso di gravi irregolarità”.

Di conseguenza la prima ipotesi è quella più classica. Cioè durante lo svolgimento dell’incarico, in qualsiasi momento e senza dover addurre qualsivoglia motivazione, l’assemblea, con le maggioranze previste per la nomina, può revocare l’amministratore. Dopodichè questo avrà diritto esclusivamente al compenso per l’opera svolta, nonché al rimborso delle eventuali anticipazioni, senza alcun diritto al risarcimento del danno.

La normativa prevede poi la revoca giudiziale per giusta causa. Con tale procedimento si permette ad uno o più condomini di rivolgersi al Tribunale per chiedere la revoca per giusta causa, se l’amministratore:

  • non dà notizia all’assemblea della ricevuta notifica di un atto di citazione o di un provvedimento amministrativo che esorbitino dalle sue attribuzioni (art. 1131 c. 4 c.c.);
  • non rende il conto della gestione;
  • in caso di gravi irregolarità elencate, a titolo esemplificativo, nell’art. 1129 c. 12 c.c.

In questi casi il Tribunale procede disponendo l’audizione dell’amministratore in contraddittorio con i ricorrenti. Verificata l’esistenza effettiva delle carenze di gestione, emette un decreto di accoglimento o di rigetto, reclamabile entro dieci giorni.

Tra le gravi irregolarità che legittimano la revoca per giusta causa dell’amministratore l’art. 1129 c. 12 c.c. prevede:

  1. l’omessa convocazione dell’assemblea per l’approvazione del rendiconto condominiale, il ripetuto rifiuto di convocare l’assemblea per la revoca e per la nomina del nuovo amministratore o negli altri casi previsti dalla legge;
  2. la mancata esecuzione di provvedimenti giudiziari e amministrativi, nonché di deliberazioni dell’assemblea;
  3. la mancata apertura ed utilizzazione del conto corrente (art. 1129 c. 7 c.c.);
  4. la gestione secondo modalità che possono generare possibilità di confusione tra il patrimonio del condominio e il patrimonio personale dell’amministratore o di altri condomini;
  5. l’aver acconsentito, per un credito insoddisfatto, alla cancellazione delle formalità eseguite nei registri immobiliari a tutela dei diritti del condominio;
  6. qualora sia stata promossa azione giudiziaria per la riscossione delle somme dovute al condominio, l’aver omesso di curare diligentemente l’azione e la conseguente esecuzione coattiva;
  7. l’inottemperanza agli obblighi di tenere i registri obbligatori e di fornire al condomino che ne faccia richiesta l’attestazione relativa allo stato dei pagamenti degli oneri condominiali e delle eventuali liti (art. 1130, numeri 6), 7) e 9);
  8. l’omessa, incompleta o inesatta comunicazione dei dati identificativi della persona dell’amministratore e la sede dei locali ove sono conservati i registri condominiali (art. 1129 c. 2 c.c.).

Una volta revocato, l’amministratore non può essere nuovamente nominato dall’assemblea (art. 1129 c. 13 c.c.).

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