Ci dicono di evitare i luoghi chiusi e camminare il più possibile. Ma anche gli occhi e il cuore vogliono la loro parte. Che ne dite quindi di un piccolo (ma nemmeno tanto) museo a cielo aperto? Da quando mi sono trasferita a vivere a Citylife, cinque anni fa, lo ho visto nascere il parco, pianta per pianta cespugli per cespuglio. Con le opere d’arte mano a mano installate fra il verde. Ve le racconto nella mia personalissima classifica. Alcune le amo moltissimo, altre meno, altre nemmeno un po’. In ogni caso, visto che sono diventata una super guida della zona , ecco i miei consigli per una passeggiata a caccia di opere d’arte.
- Gli orti. All’ingresso del parco da viale Berengario si trovano gli orti di citylife. In stagione una vera meraviglia con le loro vigne, i fiori, i profumi delle erbe, persino le galline. Di fianco, il bar ristorante Gud, dove ci si può sedere sotto un ombrellone e gustare una insalata o una focaccia in sicurezza.
- Gli spilli. In realtà è l’opera d’arte più colorata, instagrammabile e divertente. Si chiama Colori ed è di Pasquale Marthine Tayou: mi mette di buonumore subito anche perché è sempre piena di bambini che giocano a strega comanda color… è la mia seconda preferita, per quel che vale.
- Caccia al drago. Adoro: ogni fontanella pubblica, di quelle che a Milano chiamavano le vedove, ha un rubinetto con una sutura diversa; elefante o drago, cane o giraffa. Bravissima la milanese Serena Vestrucci
- I maccheroni. In realtà si chiamano Filemone e Bauci, sono di due giovani artisti, Ornaghi & Prestinari e raffigurano passato e presente, due colonne che guardano i grattacieli..
- Dateci una mano (o un piede?) Si chiamano Hand an foot for Milan ,un’opera d’arte che rappresenta due sculture, mano e piede ovviamente, in mattoni pieni.
- Il padiglione rimasto della vecchia Fiera, anni venti, è una struttura elegantissima, verso piazza 26 febbraio, e ospita due scritte neon simmetriche di Maurizio Mannucci: New Times for other ideas/New Ideas for other time
- Camminare fra le stelle. La opera d’arte che amo di più e la più segreta tutta da scoprire: accanto al padiglione, incastonate nella pavimentazione, sono nascoste 100 stelle di pietra che rappresentano il cielo di Milano al momento della fondazione della città, nel 600 avanti Cristo. Ogni volta mi incantano…
- Il bacio. Camminando verso la bellissima fontana di Piazza Giulio Cesare si incontra una delle ultime opere d’arte sistemate nel parco, due massi vicini scolpiti da Wilfredo Prieto. Beso è il nome dell’opera che, come avrete capito, non mi affascina più di tanto.
- Il rudere. Altra ultima aggiunta al parco la scultura di Adrain Paci: tre muri che ospitano delle piante,fra cui un cipresso (che dà al tutto un po’ l’aria di una cappella mortuaria) e alberi da frutto che dovrebbero , nelle intenzioni dell’artista, invadere la struttura di cemento e far ragionare sul rapporto uomo/natura. Vedremo…
- Fino alla morte. Tornando verso viale Berengario e il Mico si incontra un’altra opera d’arte davvero curiosa: Daily desiderio è una struttura di alluminio su cui compare ogni giorno una scritta diversa. Nei Led l’artista si è impegnato a inserire una frase al giorno fino alla sua morte.
- E poi, ovviamente, ci sono i tre grattacieli, che a Milano hanno subito ottenuto un soprannome: “il dritto” è quello disegnato da Isozaki, una serie di vele unite una all’altra che si innalzano verso il cielo. “lo storto” è quello, bellissimo, creato dalla mente di Zaha Hadid, la architetta libanese scomparsa da poco che ha disegnato anche le case che ricordano delle navi da crociera, abitate da super vip come Chiara Ferragni e Fedez. Infine ” il gobbo”, l’ultimo nato, che si curva sotto il cielo nel disegno di Libeskind, che firma anche del secondo gruppo di condomini accanto alle tre torri che hanno dato il nome alla fermata della metro lilla. Buona passeggiata!











