A Londra, nel bel quartiere di Holborn ad appena un chilometro dal British Museum, in una tipica casa racchiusa dentro uno storico edificio in stile georgiano dalla facciata in mattoni, al numero 48 di Daughty Street, si trova la dimora del celebre romanziere Charles Dickens che convolato a nozze nel 1836, va a viverci con la moglie Catherine, l’anno dopo. Dei ben dieci figli avuti dalla coppia, due figlie nascono proprio qui, e la numerosa famiglia la occupa fino al Dicembre del 1839.

La casa è stata salvata dall’associazione Dickens Fellowship
La casa, dalla porta ovale colore verde brillante, con il tipico battente in bronzo, che ha rischiato di essere demolita, è stata salvata dall’associazione Dickens Fellowship che l’ha trasformata con il dovuto rispetto, in un museo oggi visitatissimo, oltre che luogo di eventi culturali.
L’accurato lavori di restauro, ha riportato, sia l’esterno che gli interni, alla fedeltà dell’originale bellezza, consentendo una certosina ricostruzione di quel prezioso spaccato di vita, in cui Dickens sprigiona l’arte somma dello scrivere. L’abitazione si articola su quattro piani, ed è testimone del periodo più fertile dell’autore, che tra queste pareti completa il suo capolavoro Il Circolo Pickwick, nel 1836, e concepisce Oliver Twist, entrambi adattati a film e serie televisive viste in tutto il mondo.
Una casa museo che contiene importanti dipinti
Questa casa museo contiene importanti dipinti. Su tutti è da segnalare la pregevole tela Il sogno di Dickens di R. W. Buss, pittore a cui si devono pure le illustrazioni del Circolo Pickwick. Vi si rappresenta lo scrittore nello studio di Gads Hill Place, circondato da molti dei personaggi scaturiti dalla sua fertile fantasia.
Gli ambienti dell’abitazione
I diversi ambienti raccontano il preciso periodo ottocentesco. La camera da letto dello scrittore, con l’immancabile complemento d’arredo del camino, all’epoca anche importante fonte di riscaldamento, conduce al punto centrale del letto a baldacchino, con le quattro colonne in legno di noce a torciglione.
Il salotto, composto da un divano e due poltrone in verde scuro dalla pelle inchiodata in borchie, mostra in bella vista il leggio dove Dickens poggiava le sue opere, che amava leggere agli ospiti per intrattenerli. Lo studio conserva la poltrona originale in cuoio rosso dove l’autore riposava o leggeva, posta su un tappeto in due gradazioni di verde, dai disegni geometrici tondi e romboidali. Ma anche un pianoforte orizzontale con sopra un importante specchio incorniciato in legno oro intarsiato.


La sala da pranzo, dal tavolo rettangolare in legno di mogano, ha disseminate su piccoli mobili circostanti, numerose foto di famiglia. Non mancano manoscritti, lettere originali, edizioni rare delle sue opere, articoli riguardanti Dickens stesso, presenti anche in vari spazi dell’edificio. Passeggiando in questi evocativi e parlanti metri quadrati, viene in mente una sua celebre frase: non chiudere mai le tue labbra a coloro ai quali hai aperto il cuore.






