E’ indubbiamente una tra le più belle e affascinanti Dimore di tutta la Sicilia, Casa Cuseni a Taormina (ME), che deve il suo nome alla località in cui sorge, l’antico borgo di quella che fu una volta una scarpata di selvaggia bellezza e che ora è un incantevole oasi di verde, lungo la strada che da Taormina sale al santuario della Madonna della Rocca e a Castelmola.

Casa Cuseni è stata progettata da Robert Hawthorn Kitson
Fu progettata e fatta costruire, tra il 1905 e il 1911, da Robert Hawthorn Kitson, (1873-1947), laureato a Cambridge in scienze naturali a indirizzo geologico. Pittore e mecenate che, dopo aver viaggiato in mezzo mondo, scelse per vivere la perla dello Jonio.
Robert Kitson aveva l’aspetto tipico dell’inglese upper class del tempo: alto, occhi azzurri e penetranti, pelle bianchissima e baffi folti, in stile edoardiano.
Il trasferimento in Sicilia di Robert Kitson
Amava dipingere e detestava la sola idea di dover trascorrere il resto della sua vita nell’azienda di progettazione di locomotori dei Kitson. Sicché quando i medici, in seguito a due febbri reumatiche consecutive, gli ordinarono di lasciare l’Inghilterra, partì molto volentieri e, come allora era buona regola nella società britannica, raggiunse le soleggiate sponde del Mediterraneo.

Giunto a Taormina, rimase così incantato dalla magica bellezza del paesaggio-un luogo allora incontaminato e molto simile a quello che Goethe, più di cent’anni prima, aveva descritto come “uno stupendo lavoro dell’Arte e della Natura”-che decise di fermarsi e acquistare un appezzamento di dodicimila metri quadri sulla collina.
Su quel terreno, in capo a qualche anno, “il pazzo inglese”-come l’avevano soprannominato i Taorminesi, per la stravaganza nel vestire e le sue preferenze omosessuali-volle vivere dove non c’era “niente se non maiali e contadini”, edificando una delle più belle case di tutta la Sicilia.
Gli acquerelli di Robert Kitson
Kitson fu pittore di quotati acquerelli più volte esposti nella sua città natale, Leeds, alla Royal Academy di Londra, all’Accademia Britannica di cui era membro, a Roma e Catania.
Quando girava per le strade di Taormina con la sua carrozza, i Taorminesi gli facevano ala ed egli generosamente accettò di sostenere diverse iniziative a scopo benefico, tanto che, dopo la fine del Secondo Conflitto Mondiale, come riconoscimento dei suoi meriti umanitari, il Comune lo nominò presidente della Commissione istituita per sovrintendere la ricostruzione della città dal danneggiamento delle bombe degli alleati.
Per costruire Casa Cuseni, Robert Kitson non badò a spese
Per costruire la sua dimora, Robert Kitson non badò a spese, attingendo al cospicuo patrimonio che il padre, ricco industriale delle locomotive, aveva lasciato morendo a lui e agli altri figli.
Casa Cuseni, un edificio in due blocchi rettangolari e colonnato palladiano, sorge su una collina (forse con la più bella vista sull’Etna) dove Kitson dipinse e collezionò oggetti d’arte.
Ben presto divenne una piccola isola felice per i suoi amici inglesi omosessuali, Oscar Wilde incluso.
Proprio a Casa Cuseni Kitson visse apertamente la sua omosessualità con Carlo Siligato, pittore e modello siciliano.
Il terremoto del 1908 che devastò Messina
Nella Sicilia dei primi anni del Novecento i due vivevano insieme, come una coppia di fatto, rispettata e ben voluta da tutti. Finché accadde una tragedia immane: alle 5 e 20 del mattino del 28 dicembre del 1908 un terremoto tra più devastanti del Novecento devastò Messina. Fu una catastrofe senza precedenti: metà degli abitanti perse la vita.
Robert e Carlo corsero ad aiutare la popolazione messinese, accogliendo a Casa Cuseni quante più persone possibili rimaste prive di tutto, sovvenzionando generosamente il comune di Messina per la ricostruzione. Ma, soprattutto, raccolsero tra le macerie Francesco, un piccolo rimasto senza genitori. Lo presero e lo portarono a Casa Cuseni, crescendolo come un figlio, fino alla loro morte (Kitson nel 1947, Carlo qualche anno dopo).
Scelta quanto mai coraggiosa e in largo anticipo sui tempi.
La storia d’amore tra Robert Kitson e Carlo Siligato
La storia di questo grande amore è raccontata in ciclo di dipinti murali realizzati da Sir Frank Brangwyn (1867-1956) che si possono ammirare e che a lungo furono tenuti segreti: raccontano la “scoperta”, da parte di Kitson, della propria omosessualità, la fuga dall’ipocrita e bigotta Inghilterra, l’arrivo in Sicilia, l’amore per Carlo, la cura nel crescere Francesco. Il murale fu visto, nel 1917, anche da Pablo Picasso: fuori da Taormina, tutti mantenevano il segreto del dipinto e di questa famiglia, per non mettere in pericolo la vita di nessuno.
La dimora, nelle linee architettoniche e nell’arredamento, ha l’impronta e la raffinatezza del liberty inglese
Casa Cuseni, nelle linee architettoniche e nell’arredamento, ha l’impronta decorativa e la raffinatezza artigianale del liberty inglese, negli anni in cui in Sicilia lo stile Liberty di Ernesto Basile e Luigi Ducrot era molto apprezzato.
Con i suoi giardini, i suoi mobili e i suoi quadri, Casa Cuseni è una Casa Museo, un esempio unico di associazione artistica di elementi italiani e inglesi, considerata dal Victoria and Albert Museum di Londra come uno dei massimi capolavori fuori dalla madrepatria del movimento artistico “Arts and Crafts” (“Arti e Mestieri”), nato come reazione colta di artisti e intellettuali all’industrializzazione galoppante del tardo Ottocento.

Solo così si spiega la stretta collaborazione di Kitson nel costruirla con le maestranze: dal capomastro al carpentiere all’ebanista al giardiniere.

La planimetria è essenzialmente palladiana, con un salone a doppio cubo affiancato dal salotto, che è un singolo cubo, e dalla sala da pranzo.


Un giardino immenso, dalla ricca e variegata vegetazione
Tutt’intorno, un giardino immenso, a più piani, organizzato secondo un disegno dalla forte simbologia esoterica. Attraversato da viali selciati con ciottoli di spiaggia, tra muri in pietra coperti da buganvillee, glicini e gelsomini, con filari di cipressi, pini, palme, ulivi, agrumi e altri alberi da frutto e piante esotiche. Qua e là sedili in angoli appartati, vasche di papiri egiziani, aiuole fiorite.

La cisterna, i pozzi e la grande piscina
In considerazione della scarsità d’acqua soprattutto nel periodo estivo, Kitson progettò una grande cisterna sotto la terrazza anteriore e il pergolato, con diversi pozzi e una grande piscina.
Ma è dalla terrazza della villa che si può godere di un panorama mozzafiato, con la vista del vulcano Etna ammantato di neve per sei mesi l’anno e della baia di Naxos, prima colonia greca di Sicilia.
La Casa è il Museo d’arte che custodisce le collezioni private di Robert Hawthorn Kitson, famoso anche per essere stato Patron and Pupil di Sir Frank Brangwyn RA, uno dei più celebrati artisti britannici di tutti i tempi. Di cui vogliamo ricordare tra le più importanti opere la Galleria Reale alla Casa dei Lords, a Westminster, il Foyer del RCA Building, a New York, per John D. Rockefeller, le famose vetrate per Louis Confort Tiffany.
A Casa Cuseni Sir Frank Brangwyn eseguì il suo capolavoro nella Dining-room tra il 1909-1910, con affreschi che rappresentano un esempio unico nella storia dell’arte di una felice famiglia omosessuale composta da un giovane inglese di carnagione chiara e da un giovane siciliano di carnagione bruna, con in braccio un bambino, l’unico interno al mondo interamente progettato e realizzato dall’artista.
Gli ospiti illustri della residenza
Oltre agli artisti dalla sua stessa famiglia, furono ospiti di Kitson a Casa Cuseni parecchi artisti attivi nella formazione di nuovi modelli attraverso la Enghish New Art Club, come Sir Alfred East RA, che dipinse il paesaggio nella sala da pranzo, Sir George Clausen, RA, e Wilson Steer, uno dei pittori più influenti in Inghilterra all’inizio del secolo scorso.
Daphne Phelps, l’erede di Robert Kitson
Letterati, pittori, scultori, musicisti, scienziati, attori, di tutte le nazionalità, non soltanto inglesi, e non necessariamente omosessuali, vi furono ospitati da Robert Kitson, uomo di grande cultura e, alla sua morte da Daphne Phelps (1911-2005) nipote di, Kitson, che ereditò la casa alla morte dello zio nel 1947, e che le dedicò un libro di successo, Una casa in Sicilia, pubblicato in Italia dall’Editore Neri Pozza.
Dichiarata “monumento nazionale” e Museo della città di Taormina, Casa Cuseni fu resa famosa anche dalle storie d’amore dei suoi prestigiosi frequentatori, sbocciate tra le sue pareti all’epoca. Sia di Robert Kitson, che della nipote Daphne.
Bertrand Russell e Tennessee Williams
Il giornalista Gaetano Saglimbeni racconta con dovizia di particolari gli amori e i peccati di cui la casa fu teatro: avvenne qui, nel 1950, la rottura del terzo matrimonio del settantottenne filosofo pacifista Bertrand Russell, Lord inglese e premio Nobel per la Letteratura, assai amante delle donne, con la quarantenne Patricia, sua ex allieva a Oxford, la quale non ci pensò due volte a rifare le valigie e lasciare Taormina quando scoprì che il marito corteggiava la trentanovenne nipote del pittore Kitson.
Sempre a Casa Cuseni, nel 1969, nacque la storia d’amore tra il quarantottenne commediografo americano omosessuale Tennessee Williams, già ricco e famoso per i suoi drammi trasferiti a Hollywood in film celebri (da Zoo di vetro a La rosa tatuata, Un tram che si chiama desiderio) ed ospite della Phelps per una settimana, con il trentacinquenne pittore suo connazionale Henry Faulkner, allora sconosciuto e squattrinato, che qui viveva nelle stanzette destinate un tempo al giardiniere.
Greta Garbo e Gayelord Hauser
Anche la cinquantasettenne Greta Garbo passò a Casa Cuseni una notte, ma da sola, nel 1962, mentre a Taormina era ospite dell’amico dietologo Gayelord Hauser, tedesco naturalizzato americano, omosessuale che era stato sul punto di sposarla a Hollywood, qualche anno prima che la celebre interprete di Mata Hari abbandonasse il cinema, a soli 36 anni.
Con Gayelord Hauser andarono insieme a Casa Cuseni, invitati a cena dalla Phelps, amica della “divina”, che aveva incontrato spesso a Londra, e il dietologo tornò da solo nella sua villa al mare tra Taormina e Letojanni perché la Garbo, incantata dal panorama della villa, non resistette al desiderio di ammirare anche l’alba da quella terrazza.
Tra gli ospiti di Daphne vi fu anche più volte tra il 1954 e il 1957 l’archeologo rumeno naturalizzato italiano Dinu Adamesteanu (Toporu, 1913-Policoro, 2004) mentre, su incarico di Paolo Orsi e poi del Sovrintendente di Agrigento, Pietro Griffo, metteva a nudo con Piero Orlandini le mura di Timoleonte a Gela ed effettuava tanti altri importanti scavi in Sicilia. La delicata storia d’amore tra i due si evince da un gruppo di lettere inedite di Dinu a Daphne, che lei conservava legate con un nastrino rosso nel secretaire del suo studio e che rileggeva più volte anche divenuta vecchia.
La dimora, di recente, è entrata nel circuito delle “Case europee della memoria”
Alla morte di Daphne-cui va il grande merito di aver preservato la villa rinunciando a una brillante carriera di psicoterapeuta in patria-Casa Cuseni è divenuta proprietà del medico Francesco Spadaro e della moglie, prof.ssa Mimma, che continuano a curarla amorevolmente, tanto che di recente la dimora è entrata nel prestigioso circuito delle “Case europee della memoria”.






