Ci sono oggetti che non seguono le tendenze, ma attraversano il tempo mantenendo intatta la propria forza espressiva. È il caso della Scimitar Chair, la celebre seduta progettata da Preben Fabricius e Jørgen Kastholm, che nel 2026 torna protagonista grazie alla riedizione firmata Carl Hansen & Søn. Un ritorno che non rappresenta soltanto il recupero di un classico del design, ma la riscoperta di una delle interpretazioni più raffinate del modernismo danese.
Presentata per la prima volta nel 1963 alla prestigiosa Cabinetmakers’ Autumn Exhibition di Copenaghen, la Scimitar Chair nasce in un periodo di grande fermento creativo per il design scandinavo. Gli anni Sessanta segnano infatti il passaggio da un approccio prevalentemente artigianale a una nuova sperimentazione che coinvolge materiali, tecniche produttive e linguaggi formali. In questo contesto, Fabricius & Kastholm elaborano una seduta capace di fondere rigore architettonico, ricerca ergonomica e una sorprendente sensibilità scultorea. Il nome della poltrona deriva dalla caratteristica forma curva della scimitarra, l’antica spada orientale dalla lama arcuata. È un riferimento che emerge chiaramente osservando la struttura inferiore della seduta: una base in acciaio inox dalle linee fluide e dinamiche che sembra sostenere il volume principale con estrema leggerezza. Il risultato è un equilibrio quasi impossibile tra solidità e sospensione visiva, una qualità che rende la Scimitar Chair ancora oggi straordinariamente contemporanea.


Dietro la sua forma iconica si nasconde una storia affascinante. Alla fine degli anni Cinquanta, Jørgen Kastholm trascorse un periodo in Libano, dove rimase colpito dal modo in cui le persone si sedevano sui tappeti, vicine al suolo e con una postura rilassata e naturale. Da quell’osservazione nacquero i primi schizzi che avrebbero dato origine alla Scimitar Chair. Una volta rientrato in Danimarca, Kastholm sviluppò ulteriormente il progetto insieme a Preben Fabricius, trasformando un’intuizione legata al corpo e al comfort in un oggetto destinato a diventare un simbolo del design internazionale. La seduta si distingue per il suo profilo morbido e avvolgente. Le proporzioni sono studiate con precisione quasi architettonica, mentre la scocca curva invita naturalmente al relax. Nulla appare superfluo: ogni elemento contribuisce a definire un linguaggio essenziale che rappresenta perfettamente l’approccio dei due designer danesi, da sempre interessati alla sintesi tra tecnica e bellezza. Uno degli aspetti più innovativi del progetto riguarda l’uso dei materiali. Fabricius & Kastholm furono infatti tra i primi designer danesi a introdurre in modo sistematico l’acciaio e la pelle all’interno degli ambienti domestici, portando un’estetica industriale sofisticata in contesti eleganti e residenziali. Nella Scimitar Chair il telaio in acciaio inox dialoga con una sottile scocca in legno curvato completamente rivestita, creando un raffinato contrasto tra precisione tecnica e comfort sensoriale.
Per questa nuova edizione, Carl Hansen & Søn amplia ulteriormente le possibilità espressive del progetto introducendo, per la prima volta, una versione completamente rivestita in tessuto oltre alle tradizionali finiture in pelle. Una scelta che rende la seduta ancora più versatile e adatta agli interni contemporanei, senza alterarne l’identità originale. Osservata oggi, la Scimitar Chair appare sorprendentemente attuale. In un momento storico in cui il design ricerca autenticità, longevità e qualità costruttiva, questa seduta rappresenta una lezione di equilibrio formale e di eleganza senza tempo. Non è soltanto una poltrona, ma una vera e propria scultura abitabile, capace di trasformare lo spazio attraverso la forza del suo disegno. La sua reintroduzione da parte di Carl Hansen & Søn conferma ancora una volta il valore dei grandi classici: oggetti che non appartengono a una stagione, ma continuano a dialogare con il presente, dimostrando come il miglior design sia sempre quello che riesce a superare il trascorrere del tempo.







