Nel panorama del design italiano del Novecento, tra le creazioni che possono vantare importanza e longevità spicca di sicuro la sedia Superleggera di Giò Ponti. Architetto e designer italiano tra i più importanti del dopoguerra.

La Superleggera di Gio Ponti è stata progettata nel 1957 per l’azienda Cassina
Progettata nel 1957 per Cassina, e più di un semplice pezzo di arredamento, la Superleggera è una dichiarazione di delicatezza ed eleganza oltre l’innovazione.
Con il suo nome, che ne evoca il fine, la sedia ha nella sua essenza, la combinazione giusta che può fare di un’opera di design, un oggetto dalla impeccabile funzionalità, esempio di una caratteristica minimalista che sfida il tempo.
Legno di Frassino nella materia che la compone e linee essenziali senza fronzoli, la sedia racchiude nelle sue proporzioni la dimostrazione dell’ingegno del suo creatore. Ponti che concepiva il design come qualcosa di imprescindibile dalla praticità oltre l’estetica, fece della sua creazione un manifesto della sua visione inerente alla combinazione di elementi, dai quali ottenere la massima prestazione, senza perdere il fascino di un oggetto destinato a diventare iconico.

Ha continuato a interpretare nel tempo la vera essenza dell’oggetto che non urla
La Superleggera ha continuato ad interpretare nel tempo, la vera essenza dell’oggetto che non urla, imponendosi, ma che sa farsi spazio nella sua essenzialità.
Nel corso degli anni, l’opera ha continuato a essere prodotta, confermando la sua capacità di reinventarsi restando fedele a se stessa, esempio di come un’idea semplice, possa diventare eterna, diventando parte integrante della storia del design.
La Superleggera è ancora oggi uno degli oggetti di progettazione industriale più importanti nella storia del settore e parte di collezioni di diversi musei dedicati a design, tecnologia e arte moderna di tutto il mondo.






