Biennale di Venezia 2025, uno sguardo sul futuro

Fino a domenica 23 novembre 2025, la Biennale di Venezia, curata dall’architetto e ingegnere Carlo Ratti, sarà un faro su un futuro tutto da riscrivere e modellare

Fino a domenica 23 novembre 2025, la Biennale di Venezia, curata dall’architetto e ingegnere Carlo Ratti, sarà un faro su un futuro tutto da riscrivere e modellare. Secondo le parole del suo direttore.

La 19. Mostra Internazionale di Architettura di Venezia, infatti, si pone come obiettivo centrale, in questa edizione 2025, quello di offrire soluzioni per il futuro, soprattutto dal punto di vista ambientale, con l’architettura posta in primo piano come scienza in grado di “salvare il mondo”, con le sue risorse e conoscenze, con esperimenti e proposte progettuali.

Le parole del curatore Carlo Ratti e il tema centrale della Biennale di Venezia 2025

Carlo Ratti ha ben in mente questo ruolo e ha cercato di spiegarlo senza mezzi termini. “La Mostra cercherà di tracciare nuove rotte per il futuro, suggerendo soluzioni intelligenti a problemi urgenti che possano assumere molteplici forme.

La Mostra metterà insieme una raccolta di proposte progettuali e tanti altri esperimenti, esplorando una definizione di ‘intelligenza come capacità di adattarsi all’ambiente con risorse, conoscenze o potere limitati“. Ratti ha anche aggiunto: “Per affrontare un mondo in fiamme, l’architettura deve riuscire a sfruttare tutta l’intelligenza che ci circonda”.

Chi è Carlo Ratti, il curatore della Biennale di Venezia

Di formazione architetto e ingegnere, Carlo Ratti insegna al Massachusetts Institute of Technology (MIT) e al Politecnico di Milano. È direttore del Senseable City Lab e socio fondatore dello studio di architettura e innovazione CRA – Carlo Ratti Associati (Torino, New York, Londra).

Una Biennale di Venezia mai vista

 «L’urgenza climatica impone agli architetti di collaborare in maniera paritaria con tutti i professionisti, delegando l’autorialità alla pratica collettiva». Carlo Ratti

Oltre 750 partecipanti in questa edizione 2025 della Biennale di Venezia. Non solo architetti e ingegneri, ma anche matematici e scienziati del clima, filosofi e artisti, a giustificare la loro presenza e il loro intervento in questa manifestazione la tematica che guida questa Mostra. Ci sono anche scrittori, agricoltori e stilisti a dare il loro prezioso contenuto. Ma sono davvero tanti gli eventi da non perdere.

Porsche e Norman Foster Foundation: Gateway to Venice’s Waterway

Norman Foster Foundation e l’azienda tedesca Porsche collaborano per la prima volta insieme con il progetto
Gateway to Venice’s Waterway. Obiettivo di questa importante partnership, focalizzarsi pienamente sul tema del futuro della mobilità urbana. Come quella veneziana: l’idea concepita è un polo di trasporto innovativo e visionario.

Cool forest

Cool Forest è una microforesta situata nel complesso dell’Arsenale. Con uno sguardo verso il futuro: la vegetazione presentata è riguarda quella che si formerà in laguna tra 70 anni, in base adattata alle condizioni climatiche in continuo cambiamento. esplorando i temi del calore urbano, dell’adattamento e della biodiversità. Marco Scano, agronomo, e dal Dipartimento di Architettura del Paesaggio della Harvard Graduate School of Design ha curato l’installazione. Gli arredi di Kartell saranno completano l’interno di Cool Forest.

Padiglione del Giappone

Jun Aoki riflette in pieno il tema centrale proposto da Carlo Ratti per questa edizione della Biennale di Venezia. Aoki sperimenta e presenta un progetto in pieno stile giapponese, dove uomo e natura si fondono in un unico elemento, dove c’è un rispetto reciproco tra individuo e ambiente.

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