DIRITTO DI ABITAZIONE: COSA E’ E QUANDO NON C’E’.

Il diritto di abitazione è un diritto reale di non facile interpretazione. L'avvocato Boreatti spiega come funziona e la legislazione.

Il diritto di abitazione è quel particolare  diritto reale in forza del quale un soggetto è legittimato a disporre, limitatamente ai suoi bisogni e a quelli della sua famiglia, di un immobile che è di proprietà altrui.

Il codice civile ne prevede la disciplina agli articoli  1022 e ss ed è proprio dalla lettura di queste norme  che è possibile desumere il fatto che non è un diritto cedibile ad altri soggetti – diversamente da quanto accade per esempio in tema di usufrutto.

Ora quando si tratta di diritto di abitazione è importante prestare molta attenzione al contesto in cui esso si inserisce. Normalmente si è soliti affermare che il coniuge superstite oltre ad una quota del patrimonio del defunto (la cd legittima) è anche titolare di un diritto di abitazione sulla casa familiare.

Ma questo è sempre vero?

La risposta è negativa e a ricordarcelo è la Corte di Cassazione che con la recente sentenza nr. 15000 del maggio 2021 ha sottolineato che il coniuge superstite del defunto NON può acquisire detto diritto  sull’immobile adibito ad abitazione familiare quando questo è in comproprietà con un terzo soggetto.

Stessa situazione (quindi di mancata titolarità del diritto di abitazione) si verifica anche  quando:

  • il coniuge ha volontariamente interrotto la convivenza e ha stabilito altrove la propria residenza;
  • riguarda la seconda casa
  • l’immobile su cui cade il diritto di abitazione viene  dato in locazione;
  • i due coniugi siano legalmente separati. Questo è stato da ultimo deciso dalla Corte di Cassazione con ordinanza nr. 15277/2019. In sostanza ha ravvisato nella separazione l’“ostacolo insormontabile” al sorgere del diritto di abitazione. Proprio perché essa fa cessare la convivenza e quindi rende impossibile l’individuazione della casa familiare.

Ne consegue quindi che il coniuge superstite diventa titolare del diritto di abitazione  solo se la casa e gli arredi sono “di proprietà del defunto o sono con questo comuni”. 

Altro aspetto da sottolineare è anche questo: cosa accade se oltre al coniuge superstite vi sono anche altri eredi? Ebbene, il coniuge superstite acquista automaticamente il diritto di abitazione sulla casa familiare, mentre gli  altri eredi sono titolari del diritto di nuda proprietà.

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