Uno sguardo a Forrest in Town, il nuovo borgo residenziale green di Milano

Con Forrest in Town l'area dell'ex cascina Galbani torna a celebrare lo slow living, un sano rapporto con la natura e l'autentico kilometro zero.

Forrest in Town

Da Nord a Sud, i lavori di rigenerazione e riqualificazione urbana di aree dismesse si trovano in una fase di grande fermento. Ne abbiamo avuto un esempio con MyCityBari, autentico laboratorio di soluzioni architettoniche volte a minimizzare l’impatto ambientale e a massimizzare le fonti energetiche green, e ne approfondiremo un nuovo esempio con Forrest in Town, ambizioso progetto che vede in una cascina dismessa di Milano il proprio punto di partenza. Portiamoci dunque nel quartiere San Cristoforo sul Naviglio Grande, alla scoperta del progetto firmato DFA Partners in collaborazione con Boffa Petrone & Partners per Gruppo Building.

Forrest in Town

Forrest in Town: in equilibrio tra passato e futuro

Ci sarebbe moltissimo da dire su Forrest in Town, al cui progetto del paesaggio ha lavorato Vittorio Peretto di Hortensia Garden Design. Un primo elemento di spicco è la sua configurazione in controtendenza rispetto alla verticalità urbana contemporanea, risultante in un borgo residenziale orizzontale nato sulle ceneri dell’ex cascina Galbani nell’ottica di preservarne gli elementi preesistenti unendoli a materiali ecologici e innovativi. Il progetto nasce per restituire a quest’area milanese tanto l’identità e la memoria storica del luogo, quanto una risposta alle nuove esigenze dell’abitare, che seguono un ritmo più lento e in armonia con la natura.

Basta gettare uno sguardo alle 89 unità abitative di Forrest in Town, più i suoi cinque spazi commerciali, aree fitness e ricreative, un parco e un orto aeroponico condominiale, sul quale torneremo, per percepire la capillarità di questo principio. Non solo nella scelta di materiali e degli infissi, come i mattoni bio, il legno per tetti e solai e l’intonaco in calce naturale per le pareti esterne, ma anche nello spazio lasciato al verde e ad uno sfruttamento sostenibile e virtuoso delle risorse naturali. Non è casuale, ad esempio, la decisione di utilizzare la falda acquifera sottostante per il sistema di riscaldamento e raffreddamento degli edifici, così come è stato frutto di attente riflessioni il ruolo da protagonista assegnato al verde condominiale e privato, in particolare nei 4.500 mq di giardino nella corte interna.

Forrest in Town

Il giardino condominiale e l’orto aeroponico

Maggiore punto di forza di questo ecogiardino a disposizione di tutti è la sua biodiversità: sono infatti svariate le tipologie di piante adulte e giovani, da frutto e ornamentali, erbacee da fiore e arbustive, che prosperano rafforzandosi e arricchendosi a vicenda, in un eloquente parallelismo con la società umana. Mentre all’aperto il giardino condominiale mostra un tipo di sintesi tra naturale e artificiale capace di generare nuovi ecosistemi, nel seminterrato sotto alla grande corte si dipana un altro tipo di sinergia con la natura: è l’orto aeroponico condominiale si cui si accennava sopra, nato da un’idea di Pietro Maria Fiori di DFA Partners. Progettato e realizzato da Agricooltur, quello di Forrest in Town è il primo orto di coltivazione fuori suolo mai proposto in un progetto residenziale urbano. Come spiega il founder di DFA Parners:

L’idea nasce per aver individuato uno spazio milanese molto alternativo, che incredibilmente si presenta come una cascina, che impone di fare un pensiero su quello che poteva essere l’utilizzo di questo spazio. In realtà, per una volta, l’architettura è di contorno.

Daniele Fiori

Il cerchio di questo progetto di riqualificazione urbana, insomma, si chiude rendendo più letterale che mai il concetto di kilometro zero: con il potere generativo dell’acqua e di un bilanciato impiego di sostanze nutritive, ecco che una piccola comunità come quella di Forrest in Town si trova a poter beneficiare di un’incredibile varietà di prodotti stagionali, verdure, specie e aromi.

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