LUCA MEDICI, INTERIOR DESIGNER PER PASSIONE

Dalle costruzioni per gioco ai progetti veri, passando per la moda. Volto noto della TV, empatico e coinvolgente, Luca Medici porta l’interior design nelle case di tutti.

Oggi, nella mia rubrica, ho il grande piacere di ospitare una persona che di “salotti” ne sa davvero tanto!  Volto noto del pomeriggio di Rai2, classe 1974, Luca Medici è un interior designer a tutto tondo. Uno di quei professionisti che usa il Pantone come un vocabolario e che una chair sa ancora chiamarla sedia. D’altra parte, Luca la sua esperienza se l’è fatta dividendosi fra cantieri, moda, progettazione, show room, cucina e TV. Non mi stupisce che sia un grande comunicatore, capace di instaurare feeling con i suoi clienti e con chiunque abbia a che fare con lui. Pur avendo un debole per la cucina, la sua vera passione resta l’interior design. La TV? una grande opportunità di poterne parlare e di renderlo alla portata di tutti perché, per Luca, “il design migliore è quello che tutti possono comprendere!”.

Dai mattoncini Lego alla moda … come sei arrivato all’interior design?

Per caso, come spesso accade nella vita. Si arriva quasi sempre per caso, a trovare la propria strada. Ti spiego come è accaduto a me. Dopo il diploma di Geometra, mi sono iscritto all’Istituto Superiore di Moda Marangoni di Milano dove ho conosciuto il Professore Beltrami, docente di Storia del Costume e Cromatologia. L’interesse per i colori e per la moda è da subito sfociato nella storia dell’arredamento e del design. Un caso fortuito che mi ha portato a lavorare, per oltre dieci anni, fra importanti show room di arredamento e studi di architettura. La mia passione per i mattoncini Lego, il mio gioco preferito da bambino, si è tramutato così nella passione per il design e per l’arredamento che, da circa 24 anni, accompagna la mia vita di tutti i giorni.

Qual è l’aspetto del tuo lavoro che preferisci?

Senza dubbio gli aspetti che amo di più sono, a pari merito, la creatività e il rapporto con i miei clienti. Mi piace avere davanti agli occhi un foglio bianco, dove poter riversare tutte le mie idee che poi si tramutano in un progetto di interior. Ma mi piace anche il rapporto che si crea con i miei clienti; è un aspetto molto importante, per me. Mi interessa ascoltare le loro esigenze, risolvere i loro problemi logistici, instaurare con loro un rapporto di fiducia. Mi affidano le loro case, e io amo trasformarle in un ambiente dove possono vivere bene e sentirsi appagati.

Interior designer ma anche personaggio televisivo. Come si conciliano le due figure? 

Anche per la TV vale lo stesso discorso di come sono diventato un interior designer, ovvero … per puro caso. Ho accompagnato un amico che doveva presentare il suo libro ad Antenna 3. Qui ho conosciuto la presentatrice del programma, Sabrina Musiani, che mi ha chiesto che lavoro facevo e le mie passioni. Le ho risposto che amo stare ai fornelli e mi ha invitato a cucinare live, in una puntata. Da lì, è nata una collaborazione durata un’intera stagione. Poi sono andato ad Alice TV, con Veronica Maya, dove ho registrato una puntata con lo Chef Roberto Valbuzzi, e da questa esperienza sono passato a Real Time, dove ho registrato una puntata de “La cuoca bendata” con Benedetta Parodi, insieme a due miei amici interior designer. Successivamente, a Cremona 1, ho continuato con le mie ricette e, infine, sono approdato su Rai 2 dove ho iniziato la bellissima esperienza, che ancora prosegue dopo quattro anni, a “Detto Fatto”. Nel pomeriggio di Rai2 sono me stesso: Luca Medici l’interior designer. Faccio quello che è la mia passione, ma con una vena votata al riciclo creativo. Con il gruppo autorale creiamo degli spazi di design alla portata di tutti, riciclando oggetti o materiali destinati alla soffitta. Ogni volta decidiamo un tema e sviluppiamo un copione della durata di circa 15 minuti dove, insieme alla conduttrice Bianca Guaccero, andiamo a spiegare tutti i passaggi per arrivare a creare l’oggetto tema del tutorial. In Rai ho sperimentato la diretta televisiva: al mattino facciamo le prove e il pomeriggio parte la diretta che, per me, è stata ed è tutt’oggi una vera scuola. La diretta ha bisogno di concentrazione, di dedizione e passione. Mi trovo bene nel ruolo di “tutor”. Davanti alle telecamere mi sento a mio agio e riesco a sposare bene i miei impegni di lavoro con la TV. Ci vuole solo un pizzico di organizzazione. La televisione è un modo come un altro per esprimere le proprie passioni, solo che lo fai davanti a una telecamera che ti collega con milioni di persone. Comunicare il proprio lavoro, entrando nelle case dei telespettatori, regala emozioni fantastiche e il pubblico, specie sui social, mi ripaga con tanti bellissimi messaggi di stima. Questa cosa mi rende felice perché mi fa capire che sto facendo qualcosa di buono, qualcosa che piace.

La pandemia ha tenuto a lungo le persone in casa. Pensi che il lockdown abbia cambiato il modo di abitare?

Certo che si. Il modo di vivere le nostre case è cambiato molto. Questa pandemia ha rivoltato come un calzino le nostre vite e le nostre abitudini, ma ha anche saputo ridefinire le nostre priorità, prima fra tutte l’amore per la famiglia e per le cose care. Le case sono diventate un contenitore di emozioni, dove vivere insieme, dove lavorare, dove giocare e dove sentirsi protetti. Gli spazi domestici hanno dovuto adattarsi alle nuove esigenze. Molti miei clienti mi hanno chiamato per riprogettare l’interno delle loro abitazioni e renderlo funzionale alle nuove esigenze di lavoro, di studio e di convivialità. 

Cosa non deve mancare nella casa dei sogni 2022?

Non deve mancare la funzionalità, non devono mancare materiali eco-compatibili, non devono mancare spazi dedicati al lavoro e alla scuola, non deve mancare la luce, non deve mancare il colore, non deve mancare il verde, inteso come piante e fiori, non deve mancare un balcone, un terrazzo, un giardino … uno spazio all’aperto, anche piccolo, dove godere di una bella giornata di sole. Non devono mancare i sorrisi, non devono mancare gli abbracci e, soprattutto, non deve mancare l’amore.

Parlando di sogni, ne hai ancora qualcuno chiuso nel cassetto?

Di sogni chiusi nel cassetto ne ho ancora tanti, anzi, tantissimi. Sono un sognatore incallito. I sogni mi tengono vivo. Servono per avere degli obiettivi ma, soprattutto, i sogni sono quello che vorresti fare domani. Sono, di fatto, linfa vitale per guardare sempre avanti e non fermarsi mai. Uno fra tutti è quello di vedere un mondo più pulito, meno inquinato, ma soprattutto senza guerre … dove l’amore vince su tutto! 

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