La moda, i ricordi della sua infanzia e la passione per le case. Intervista a Martino Midali

Arrivo in anticipo, due minuti prima del previsto e alla porta di un imponente palazzo d’epoca, in via Fratelli Bronzetti nel cuore di Milano, incontro Martino Midali, suo marito Mario ed il loro barboncino nero. È qui che lavorano. Mi accolgono come sempre con garbo e gentilezza. Mi invitano ad entrare. Il loro spazio lavorativo, è un vero è proprio quartier generale, enorme, su più piani, la luce che arriva da più fronti grazie alla ottima distribuzione degli spazi illumina gli uffici e lo shoow room. Le vetrate sono ampie, grandi come quelle dei loft che si vedono nei film americani ed il pavimento è tutto in resina di colore chiaro, un unico pavimento che si ripete di stanza in stanza e di piano in piano. Mi sento a mio agio. Mi trovo in un luogo accogliente, come d’altronde è Martino, accogliente e sempre garbato, dalle parole sinuose e sempre pronunciate con educazione, molto piano e lentamente. Martino è un uomo di altri tempi che conosce le buone maniere. Lina Sotis lo definirebbe l’uomo del “bon ton “.

Mi fa visitare gli uffici, ci tiene subito a presentarmi i suoi collaboratori, tra tutte Emilia che stenta a riconoscermi, la mascherina nera non aiuta. Mi offrono subito un caffè. Qui si respira aria di famiglia, Martino con i suoi 200 dipendenti e 60 negozi in tutta Europa è riuscito a creare un ambiente di lavoro davvero piacevole. Nel frattempo, ci spostiamo in un’ altra area del palazzo, siamo ora  all’interno di un salone luminosissimo dove ai lati delle pareti sono appesi molte delle creazioni di Martino, forse gli abiti della sua ultima collezione.

Iniziamo subito a chiacchierare, ci conosciamo da  tempo con Martino, in passato lo avevo già intervistato per la televisione, mi aveva mostrato la sua casa ma mai ci eravamo trovato seduti nel suo luogo di lavoro così magico, glamour e raffinato. 

Martino ama tanto ascoltare gli altri ma ha tanto da raccontare e per questo motivo non perdo tempo e snocciolo subito la prima domanda, non posso e non voglio perdermi, infatti, la storia di quei luoghi.

Martino da quanto tempo possiedi questo spazio?

Questa è una storia lunga che inizia negli anni 80. È una zona questa, ci troviamo in via Fratelli Bronzetti, che a me piaceva tanto da ragazzo.  La frequentavo. Abitavo, infatti, a 20 km da Milano e quando venivo a trovare mia zia con mia nonna prendevamo il pullman e scendevamo sempre in Piazza Grandi a due passi da qui e poi a piedi percorrevamo via Carlo Poma dove vivo e passavamo anche da via Ciro Menotti. Una zona che ho sempre amato perché c’era il fratello di mia madre, mio zio che lavorava nel vecchio mercato della frutta e della verdura che era proprio qui in zona in piazza Emilia. Potevo avere 4 o 5 anni al massimo. Questa è stata la mia zona di riferimento della Milano da scoprire, per me era  già all’epoca una grande metropoli.
 
Come si presentava questo spazio quando lo hai acquisito?

In realtà, ho cominciato ad investire i miei primi guadagni in un grande appartamento. Decisi di acquistarlo per adibirlo a show room. Dopo i primi successi acquistai  un appartamento di 5 stanze in via Poma e subito dopo pochissimo tempo, acquistai un vecchio laboratorio di idraulici che si era liberato, un seminterrato. In quel laboratorio feci il primo show room bellissimo. Erano i primi anni 80 della Milano da Bere. L’immobile come lo vedi ora in realtà è stato acquisito in 3, 4 tempi.

La prima parte l’avevo dedicata a show room per l’uomo, mi riferisco all’appartamento del primo piano ed è stata però una esperienza brevissima. L’azienda infatti è nata per la donna. L’uomo l’ho sempre sentito relativamente.

E questo piano dove ci troviamo? si presentava già così ? sembra di stare in un grande loft americano.

No, l’ ho acquistato con il tempo. L’ ho voluto ristrutturare magnificamente, all’ avanguardia. In principio, l’immobile era costituito da due piani uniti  ed io l’ ho trasformato nel 2000 realizzando invece tre piani. C’erano alcuni punti del soffitti alti 5 metri per cui tutti dicevano che era lo show room più bello di Milano tant’è che sono stati girati qui tantissimi film e tante pubblicità ed era molto ambito. È stata girata anche una pubblicità dell’acqua boario ed un’altra volta venne ricostruito anche un ambiente newyorkese, quella produzione durò una settimana. stato bellissimo.

Se dovessi riaprire uno spazio oggi sarebbe così grande come questo?

Mi è difficile oggi dire se uno spazio del genere sarebbe di moda o meno.
Erano tempi diversi e questo spazio a suo tempo rappresentava il mio mondo, la mia moda. Oggi, nel mio settore si cerca di dare stabilità e soprattutto di esprimere concetti. Vivere in questo momento storico con una azienda come questa è davvero difficile. Se non hai una storia dietro da raccontare intendo.  Io, oggi, sono qui perché mi diverto ancora a lavorare.

Ti piacciono molto gli immobili. So che hai comprato anche a Salice Terme. Perché proprio a Salice? 

Salice l’ ho scoperta molto tardi ed è una comodità per chi vive a Milano perché sei vicinissimo alla città e nel week end puoi respirare ossigeno puro. Una oasi che abbiamo in Lombardia , la qualità dell’ aria e dell’ ossigeno è incredibile . A Salice c è una mia carissima amica che vive da tanti anni.  Per lei Salice è il week end da sempre e grazie a lei si è  creato un gruppo di amici. Mi piace trascorrere del tempo in quel luogo, la gente è accogliente, semplice, rurale
ma che ti lascia il segno per la loro semplicità.  C’è un campo da golf ma ci sono  anche le terme che sono meravigliose, peccato che siano state chiuse.
Vivere sette giorni su sette a Milano è pesante per il clima, per l’ inquinamento e per tante ragioni. Milano, è una città meravigliosa per lavorare ma devi sentirti più libero per ricaricarti ed io lo sono a Salice. 

Pensi di avere fiuto immobiliare? nella tua vita hai fatto dei veri e propri affari. Hai comprato immobili in alcune zone che oggi sono diventate di tendenza. 

Amo gli immobili e mi piace trasformarli vedi anche l’ altro investimento che ho fatto all’ Ortica. Una zona che grazie ai murales oggi è diventata una zona glamour.  È stata una grande occasione e la stessa banca che ha finanziato l’ operazione mi diceva che avevo pagato neanche il terreno a quel prezzo ma, in realtà, avevo comprato anche un grande capannone. Mi sono reso conto di aver fatto davvero un affare. 

Questo spazio di Via Fratelli Bronzetti è anche conosciutissimo perchè qui sei solito organizzare tantissime feste ed eventi. È così?

Questo spazio è stato sempre usato per il salone del mobile . Milano grazie al salone è diventata ancora più internazionale ancor di più che con la moda che l’ aveva lanciata questa città.

Da città provinciale è diventata metropoli io l’ ho vissuta.  La città si veste di una aria meravigliosa quando c’è il salone e non vedo l’ora di organizzare feste … Covid permettendo.

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