A casa di Lina Sotis con Damiano Gallo. Il nostro direttore ha intervistato la saggista nella sua casa milanese

Giornalista , scrittrice, consulente di stile e di eleganza. Da molti è stata definita “saggia come la Dea Minerva”. Nel 1982 pubblica Bon Ton che diventa un vero e proprio successo editoriale, un fenomeno di costume che la consacra la regina delle buone maniere. Siamo andati a casa di Lina Sotis per parlare del mercato immobiliare, di case e della città di Milano.

Lina quali sono le regole che un buon venditore deve avere nei rapporti sociali ? parliamo di agenti immobiliari.

Un buon venditore deve avere l’aria di non voler vendere , deve avere quell’aria suadente di dire : “ma lei sta facendo il più buon affare della sua vita”, senza insistere senza occhieggiare. Deve essere uno che arriva li non per caso ma perché è di buon carattere , soprattutto di generosità. Vuol fare in modo che chi sta davanti a lui faccia un affare. E’ quasi impossibile . Però è’ un mestiere difficile quello che vi siete scelti…

Lina, Cicerone diceva:” la casa senza libri è come una stanza senza finestre”. Qui ci sono tanti libri . Qual è il rapporto che hai con la tua casa e quale angolo del tuo appartamento prediligi per leggere o scrivere i tuoi saggi?

Allora guarda, qui possiamo ribaltare la domanda. Una casa senza libri è come una donna senza marito. Ovvero una che ha in fondo qualcosa in meno. Io, prima ero molto più spoglia, poi mi sono trovata un marito professore con una immensa libreria ed ecco qua che abbiamo tanti libri, molti manoscritti. Il nostro problema è dove li mettiamo? Così abbiamo il garage più bello di Milano perché è tutto foderato di libri .

Vivi nel cuore di Milano. In Brera, a due passi da Porta Nuova la zona moderna della città. Cosa ne pensi della città di Milano e del mercato delle locazioni?

Le locazioni sicuramente saliranno sempre di più. Sento che tutti i giovani vogliono affittare le case e trasferirsi da mammà. Tutti vogliono lucrare su Milano. Ecco cosa penso!

Hai dato vita ad una associazione importante ed utile per tutti, non solo i Milanesi. Ossia “Quartieri Tranquilli”. Come nasce questa tua idea? vuoi parlare ai nostri lettori di questa nobile iniziativa?

L’iniziativa non so se è nobile ma è sicuramente visionaria. Qualche anno fa sono andata in pensione. Allora avevo il problema di avere un altro lavoro. Nella mia vita ho lavorato tanto e non mi bastava un contrattino al Corriere Della Sera . Allora ho parlato con mio figlio che vive in America, un signore cinquantenne, che mi ha detto: “non hai il problema di doverti scegliere un lavoro perché è già il lavoro che ha già scelto te”. “Non puoi che fare volontariato”. Trova quindi un volontariato. Avevo fatto per tanti anni la cronista. Ho visto la Milano dei quartieri diventare la Milano delle zone, ed io amavo di più quella dei quartieri. Per cui ho voluto ridividere le zone in quartieri, tirare fuori da ogni quartiere ciò che c’è di volontariato e dove non c’era crearlo. E soprattutto ho voluto creare il “paese”, che protegge, il quartiere piccolo che pensa ai più deboli , il “paese” che si occupa dei vecchi e dei bambini. Voglio creare insomma una rete solidale. Mi aiuti Damiano?

Certo che sì. Quindi via la metropoli per il quartiere…?

La metropoli abbraccia i vari quartieri. I vari quartieri si sostengono e poi si prendono per mano ed invadono la metropoli . Ma tutti con l’idea di “ noi siamo di Barona”, “noi siamo di Porta Nuova”, “Noi di Affori “. Tutti portano con loro una identità.

Per un investitore straniero, quali sono secondo te i quartieri dove poter investire a Milano?

Uno straniero snob deve investire a Lambrate dove ci sono i designers . Una artista snob va a Lambrate. Un turista che ama i giovani, che ama follemente le possibilità va a sicuramente alla Barona dove c’è Barrios. Perché ci sono e ci passano 67.000 giovani l’anno.

Lina la casa non è una questione soltanto di mattoni. Ma è anche un luogo dove ci si ama e spesso ci si lascia . Secondo te quali sono gli interventi di ristrutturazione che bisogna fare subito dopo la perdita di un partner per lenire il dolore?

Quando non sai se il partner va bene o va male. La prima cosa che fai è cambiare l’arredamento della casa. Perché pensi che sia colpa della casa e non di lui o di lei. Quando il partner ti ha lasciato, intanto speriamo che tu sia il prioritario della casa, altrimenti ti ritrovi con la sedia della vecchia nonna e basta. Cosa fare? andare all’Ikea. Io sono una donna parsimoniosa come tutte le borghesi. Cambiare quindi tutto lo stile della casa.

Sei in pensione, che rapporto hai con i social ?

Sono una tecnologica appassionata. Navigo male ma tutti i giorni. Spesso in maniera perigliosa ..,preferisco la vela però perché no con il motore.

Sei amata, invidiata, vieni chiamata la zia del corriere della sera. Che rapporto hai con la donna e con le tue colleghe?

Ho un rapporto affettuosissimo con la cronaca del corriere, ho lavorato 34 anni. E mi chiamano la zia. Lavoro anche con il carcere di San Vittore. Mi chiamano zia anche lì Sono nata zia.

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