Intervista a Elena D’Alfonso, founder e partner di Nini nati con le ali

Nini Design propone soluzioni d'arredo per bambini studiate nei minimi dettagli: design divertente per tutta la famiglia

Cari lettori di Dimora Magazine, il nostro magazine si occupa di case a 360° e pertanto anche di arredamento e di tutto ciò che riguarda le nostre stupende case. Oggi vogliamo trattare un argomento molto caro alle mamme, l’arredamento per i bambini. Come posso arredare la camera di mio figlio? Che letto potrei comprargli? Queste sono solo alcune delle domande pre e post nascita di un bambino in una famiglia.

Abbiamo quindi deciso di intervistare Elena D’Alfonso, founder e partner di Nini nati con le ali, una linea di mobili per bambini progettata ispirandosi ai principi Maria Montessori e delle scuole di Reggio Emilia.

Cara Elena, raccontaci di questo progetto e questa linea di mobili così’ particolari.

I mobili di Nini sono dei mobili per crescere insieme, genitori e figli. Il gioco parte dal montaggio perché arrivano come dei puzzle incastrabili senza l’uso di viti o colle e poi possono essere usati con diverse funzioni per stimolare l’attitudine al pensiero creativo. Partono dalle esperienze di Maria Montessori e della realtà di Reggio Children, facendo entrare questi approcci educativi tra le mura domestiche. Approcci che consideriamo molto utili anche a noi genitori, che ci troviamo ad affrontare un percorso nuovo entusiasmante ma anche molto diverso da quello delle generazioni precedenti.

Se non erro tu nella vita di tutti i giorni lavori in ambito finanziario, come nasce questa idea e questo business?

Questo progetto nasce dall’incontro tra me, economista e Paola, designer, e da un nostro desiderio di mamme. Volevamo infatti creare dei mobili per bambini che fossero allo stesso tempo belli, divertenti e trasformabili per essere usati nel tempo. E così abbiamo messo insieme le nostre competenze per un progetto comune, nato dalle nostre esigenze, ma destinato a tutti i genitori.

Qual è la caratteristica principale di questa linea?

Direi che ci sono più cose che rendono i nostri mobili speciali: il fatto che siano studiati per sviluppare capacità e competenze dei bambini, la loro sicurezza, perché tutti ad incastro senza uso di viti o di colle e, elemento del tutto nuovo, il fatto che possano essere usati nel tempo con diverse funzioni. Ad esempio il letto. quando il bambino cresce, diventa libreria per accompagnarlo anche negli studi. E la seggiolina, una volta finita la sua funzione può essere usata come simpatico dondolo. (O preferiamo la torre?)

La vostra azienda ha vinto anche un bando Regionale è corretto? Vuoi raccontarci di cosa si è trattato?

Si, eravamo proprio all’inizio e io e Paola ci conoscevamo da poco, ma credevamo molto alla nostra idea e abbiamo partecipato a un bando della regione Lazio. Dopo giorni di riflessioni, scritture e conti, abbiamo partecipato e ci hanno selezionato per il pitch e poi ci hanno definitivamente scelto. È stato come un segno che dovevamo andare avanti!

La produzione avviene interamente in Italia?

Si, abbiamo avuto la fortuna di trovare dopo molte ricerche una media azienda vicino ad Arezzo che credesse in noi. All’inizio non è facile trovare qualcuno disposto a produrre prototipi, anche per loro è una bella scommessa e non ci guadagnano molto, in fondo. Ma ricordo ancora alla prima produzione il divertimento degli operai nel vedere questi pezzi per bambini, cosa nuova per loro. Ci piace l’idea che ci aiutino nei dettagli, che abbiano materiali certificati e che siano di alta qualità.

Nel mondo odierno che possiamo definire 2.0, vi siete adeguati alla vendita tramite e commerce o la vostra tipologia di prodotti è venduta tramite negozi?

Noi vendiamo principalmente online, ma anche tramite negozi specializzati quando ci cercano e troviamo con loro una linea comune sulla qualità, sul design e sul nostro approccio nei confronti dei prodotti per bambini. Chiaramente nell’ultimo anno anche per loro la situazione è stata molto complicata e l’online rimane quindi il canale privilegiato. Poi certamente ci rendiamo conto che per i genitori sia importante anche toccare e vedere di persona i prodotti che dovranno coccolare i loro bimbi e così abbiamo anche uno showroom, per ora solo a Roma dove ci siamo entrambe trasferite per motivi di lavoro.

Il vostro settore è un settore particolare, quali sono le principali criticità e le difficoltà che avete affrontato in questi anni?

Bé partire è difficile per tutti, è sempre una scommessa. La cosa più difficile io credo sia trovare il giusto canale di comunicazione per spiegare il valore aggiunto dei nostri mobili e raccontare tutto il lavoro che c’è dietro anche in termini di studio di funzionalità per fare apprezzare il prodotto.

Poi per noi l’anno di lockdown è stato molto penalizzato perché si sono fermate le fiere in un momento chiave per il nostro sviluppo specialmente verso l’estero.

Quali sono i prossimi obiettivi che vi siete prefissate?

Stiamo lavorando per espandere il nostro canale online e anche la nostra presenza all’estero attraverso una rete di designer che lavorano su prodotti per bambini.

Speriamo presto di potere con loro accedere anche ad altri mercati per espandere la nostra attività. Abbiamo anche sempre idee per nuovi prodotti, l’ultima una torre montessoriana (detta learning tower) che si trasforma in due comodi sgabelli, su cui vorremmo andare in produzione con alcuni partner italiani. Speriamo prestissimo!

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