Gisella Scibona ci racconta il suo originale percorso tra arte, moda e tradizioni.

Vive e insegna ad Acireale, ma dopo tanto girovagare il suo cuore l’ha riportata a Niscemi, nell’entroterra siciliano, dove ha realizzato una bellissima struttura ricettiva che è anche il suo rifugio creativo.

Oggi vorrei farvi conoscere una donna della mia terra, un’imprenditrice eclettica e capace, che ha saputo realizzare un sogno che aveva fin da bambina: quello di quello di dare forma alla sua innata creatività.

Professoressa, artista e imprenditrice anche di una struttura ricettiva molto particolare. Chi è davvero Gisella Scibona? 

In realtà credo di essere semplicemente una mamma che ha svolto il mestiere di insegnante, con un bisogno innato di esprimere la propria creatività. Sin da piccola creavo abiti per la mia bambola! Da alcuni anni, però, inseguo un sogno: realizzare una dimora non solo ricettiva, ma un luogo dove promuovere attraverso eventi artistico-culturali la mia terra, la Sicilia, con i suoi luoghi più reconditi, quelli ancora da scoprire, in tutta la loro ” particolare bellezza “. Dopo il liceo ho lasciato il mio paese dell’entroterra siciliano, Niscemi, per proseguire gli studi universitari e non sono più tornata a viverci stabilmente. Ma il richiamo delle radici, l’amore profondo per le mie origini mi hanno riportato in questo luogo magico dal quale mi sento sempre incredibilmente attratta. Così mi sono avventurata a comprare, e a ristrutturare con un restauro conservativo, “quattro pietre” distanti ben 100 km da dove vivo oggi. In questo luogo ho visto da subito tanta bellezza: proiettarvi ambiziose aspettative è stato immediato. Inutile specificare le fatiche fisiche ed economiche, oltre al tempo sottratto alle mie figlie, per riuscire nel mio intento! Oggi, però, posso dirmi molto fiera della mia piccola masseria e del suo giardino d’alberi d’arancio e piante autoctone che vanta uno dei più spettacolari belvedere della Sicilia. Il Giardino di Santa Maria sorge all’ombra dell’antico santuario dedicato a Maria Santissima del Bosco attorno al quale si è originato il paese: nel giardino scorre la stessa vena d’acqua che scaturisce dalla fonte dove risiede il Santuario. Se si vuole sperimentare una vacanza tra buon cibo, serenità e bellezza paesaggistica, noi saremo felici di accogliervi in questa oasi di tranquillità.

Parliamo del progetto culturale Artcouture.Sicily. È molto ambizioso portare la bellezza artistica nella moda… Come è nata l’idea e in cosa consiste?

Il progetto “Art Couture” dal quale prende anche il nome della mia pagina Instagram @artcouture.sicily, nasce dall’intento di far conoscere attraverso la moda la bellezza contenuta nelle opere d’arte, soprattutto ai giovani. Si tratta di un connubio tra arte, moda e tradizioni. Alcune mie collezioni dedicate alle opere di Van Gogh, Botticelli, Modigliani, Leonardo , Frida ecc., hanno seguito delle mostre itineranti nelle più belle città italiane ricevendo riconoscimenti  anche alla Fashion Week di Milano e alla Mostra del Cinema di Venezia. Essendo siciliana, agli abiti ho voluto abbinare un accessorio tipico della nostra tradizione, la “coffa siciliana”, che io ho rivisitato e rinominato la “coffartistica” per la peculiarità di fare da transfer alle opere d’arte sia classiche che contemporanee; questo grazie anche alla collaborazione di artisti di fama internazionale con cui ho avuto l’onore di collaborare.

Creativa e innovativa: che rapporto hai con i tuoi conterranei? Capiscono la tua arte?

In realtà, poco dopo avere ideato il mio progetto, ho saputo che il grande Yves Saint Laurent negli anni 70 aveva già ideato qualcosa di simile. Quindi forse non è del tutto innovativo! Ma, credimi, il fatto di non esserne a conoscenza mi ha suscitato un’emozione ancora maggiore. La mia gente probabilmente inizialmente non ha compreso l’intento, forse perché legata allo stereotipo e al concetto di moda intesa come “fashion”. Ma dopo i vari successi riscossi e le molteplici iniziative nelle quali vengo invitata, credo che oggi comprendano e apprezzino il mio progetto nel quale esplicito sempre la mia provenienza, mettendo in risalto le mie origini. Un modo per promuovere il mio territorio bisognoso ancora di essere conosciuto e riconosciuto come incubatore di bellissime tradizioni culturali, religiose, artigianali, enogastronomiche, da elargire anche al turismo straniero.

Sacro, fede e moda: come si combinano questi tre aspetti nella tua produzione?

Essere nata in un paese con una forte devozione mariana mi ha fatta crescere con un amore “speciale” per la Madonna. A Ella ho dedicato le corone del rosario gioiello realizzate con pietre semi preziose, tanto apprezzate dal grande maestro Roberto Capucci che ne possiede una. La pulsione che muove la mia creatività è il desiderio di trasferire l’arte sacra negli abiti e negli accessori per farli diventare vere e proprie icone da ammirare e custodire. Indossare un abito o un accessorio che riporti un’opera sacra, o un simbolo, fa sentire protetti, “schermati” oltre che arricchiti dalla bellezza che esse contengono. Soprattutto oggi che siamo spesso investiti, nostro malgrado, da tanta bruttura. Sono consapevole e certa che la moda possa esprimere la fede con eleganza: questa è la mia maniera di fare moda.

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