DOMANDE E RISPOSTE CON GIANLUCA BORGNA

Intervista a Gianluca Borgna, giovane general manager innovativo e visionario che ci racconta la sua storia e i suoi progetti futuri.

Buon giorno Gianluca, grazie per averci concesso quest’intervista, per prima cosa vorrei che si presentasse e che ci raccontasse come si è avvicinato al mondo dell’Hotellerie?

Buongiorno a voi e grazie di cuore per questo bellissimo invito. Mi sono avvicinato a questo mondo meraviglioso per caso, dopo un importante successo professionale in uno degli eventi più importanti della città di Montecatini. Proprio in quel momento, ebbi la fortuna di farmi notare dal proprietario dell’hotel più importante della città (il Grand Hotel & La Pace di Montecatini Terme) che mi offrì un posto da Social Media Manager. Da lì, mi sono innamorato di questo lavoro che mi ha portato a vivere in posti meravigliosi e che, dopo soltanto 4 anni di esperienza, mi ha dato l’opportunità di arrivare a ricoprire la carica di Direttore Generale. Un viaggio repentino e emozionante che mi permette di esprimere tutte le mie potenzialità e il mio entusiasmo in un contesto fantastico, ricco di stimoli. E, personalmente, sedere in un Consiglio di Amministrazione a 34 anni, è una grande soddisfazione.

In un’intervista lei ha detto che oggi, soprattutto dopo i ben noti eventi che tutti noi stiamo vivendo, bisogna avere una visione a 20/30 giorni, quali sono quindi le visioni che ha per le strutture che dirige?

Assolutamente. Il mix è totalmente cambiato ed anche l’approccio dei nostri Ospiti. E nei prossimi anni, dove programmare sarà ancora più complicato, vedrete che la flessibilità pagherà sempre. Il Cash Flow? Sicuramente servirà cambiare anche l’approccio manageriale, soprattutto per le strutture stagionali: conosco albergatori che usavamo la vecchia Not refundable (dico vecchia perché la vedo sempre meno attuabile e attuale) per ovviare ai disastri creati da controlli di gestione spesso eccessivamente troppo “rudimentali”. Insomma, ci dobbiamo far trovare pronti ad un cambiamento epocale e noi, proprio per questo, abbiamo ridefinito tutta la nostra architettura d’identità a favore di un miglioramento esponenziale della qualità del dato e del nostro look&feel oltre all’indispensabile boost messo alla facilitazione del percorso dell’Ospite all’interno dei nostri siti, del nostro CRM e, in generale, nell’esperienza Talassio.

Sul suo profilo Linkedin si definisce direttore generale di nuova generazione, ci può spiegare cosa intende? Come è cambiato oggi il ruolo di General Manager?

Mi definisco di nuova generazione perché sono forse il primo in Italia a venire da un’esperienza prettamente marketing e ben poco operativa. Tuttavia, chissà, magari il futuro è proprio questo. Poi, con un approccio di leadership più moderno, appreso al di fuori di un mondo che, spesso, ho notato come molto “militarizzato” ed un’impostazione fortemente gerarchica. Dobbiamo cambiare questo modus operandi, è un nostro dovere! Poi, non voglio dire che non sia necessaria la conoscenza profonda della parte operativa. Anzi, grazie ai miei maestri e alla mia passione per i viaggi, sono riuscito a maturare amore e expertise anche per housekeeping, F&B, Front Office e via dicendo in pochissimi anni e con tantissima intensità: non mi sono mai fermato, ho lavorato notte e giorno per, come diceva Robin Williams nel famoso “Carpe Diem”, succhiare tutto il midollo della vita. La sfumatura portata dalla mia esperienza e dal mio percorso è forse quella che mi aiuta sempre ad innovare in anticipo, a arrivare prima che arrivino i trend, a leggere dove il mercato ci porta e porterà nel breve e lungo periodo. Insomma, evviva i marketer: in fondo, l’hotellèrie è poco popolata da

professionisti provenienti da altri settori, forse perché è sempre stata un po’ “inaccessibile”. Ma perché un laureato in giurisprudenza od economia non può pensare di diventare un manager del nostro mondo? Si deve sempre partire da un punto: sicuramente, i manager di un tempo sono più preparati di me sulle questioni maggiormente operative. Dalla parte mia però, ho tutta la conoscenza del revenue moderno, della digital side, del product development. Dai, alla fine non so chi parte più avvantaggiato… Come avrebbe detto Villaggio “Io, speriamo che me la cavo” 🙂

Lusso e sostenibilità, come si coniugano nelle sue strutture?

Innanzitutto, lo facciamo davvero e ci teniamo alla larga dal green washing. Poche cose, ma impattanti e che, secondo me, aiutano a comunicare un modo di vivere, un nuovo messaggio, l’esigenza di cambiare tanti piccoli comportamenti in ognuno di noi che, alla lunga, cambieranno il mondo. Oltre ad un sistema impiantistico di prima generazione, mi piace raccontare due cose piccole ma simpatiche: ì nostri ragazzi del kids club organizzano per i nostri bambini un laboratorio che si chiama Riciclo attraverso il quale si insegna ai nostri piccoli avventori l’importanza di questo nobile gesto e come, da un rifiuto, può nascere un oggetto utile (come, ad esempio, una marionetta). Poi, nelle nostre camere si può scegliere di saltare la pulizia giornaliera e, come premio, il giorno successivo viene consegnato un coupon attraverso il quale si piò piantare un albero in una particolare zona del mondo e poi seguirne la crescita attraverso una app.

L’emergenza sanitaria ha imposto al settore alberghiero un ripensamento del concetto di accoglienza, quali sono gli aspetti che rimarranno comunque presenti anche dopo e su cui si punterà maggiormente per offrire sempre maggior confort?

La persona al centro: dopo la pandemia, tutti pensano alla digitalizzazione. Invece, credo che nel mondo del lusso ci sarà davvero la necessità di ricostruire qualcosa di davvero personalizzato, dal processo di personalizzazione al soggiorno sino al post stay. E dovremo investire su un approccio più olistico che preveda investimenti sui propri collaboratori: le persone saranno al centro del successo o dell’insuccesso di un’azienda. Finalmente, dico io.

Le strutture che dirige sono decisamente eleganti e raffinate, questo è quello che si aspettano i clienti che prenotano da voi, ma la domanda che le faccio è cosa si aspetta dai suoi ospiti?

Io dai miei Ospiti mi aspetto un sorriso. Quando non lo noto, vado subito a indagarne il perché.Siamo destinazioni leisure, dove si va e ci si toglie la cravatta. Dove si riscopre il valore del tempo e del tempo di qualità. E se non sorridi, significa che devo intervenire per cambiare qualcosa.

E, di solito, ci riusciamo.

Ha in mente qualche progetto innovativo per i suoi hotel che possa attirare nuova clientela?

Il progetto più innovativo del 2021 è una piattaforma di 100 mq nel bel mezzo del Mar Ligure che sarà collegata tramite una passerella alla nostra spiaggia e che, sono sicuro, diventerà una delle zone più chiacchierate dell’estate 2021. Sarà esclusiva di Moet Chandon che la terrà come piattaforma ufficiale dell’anniversario di Ice Imperial e vedrà numerosi eventi davvero speciali. Per citarne alcuni, lo chic-sic in rada con un cestino pieno di esclusive prelibatezze alle cene tète-a-tète con butler al seguito. Insomma, sarà sicuramente un gran successo!

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