Palazzo Francavilla a Palermo

Una reggia in centro città a Palermo, di 1500 metri quadri. Antonino Pecoraro, l’attuale proprietario, racconta la storia dei suoi avi e gli aneddoti più interessanti di questo incredibile palazzo.

La storia

L’ingresso di Palazzo Francavilla è un luogo che si perde nella storia. In questa sala maestosa si incontrano i volti più celebri di questa casata. Il pavimento in seminato alla veneziana con le stemma gentilizio al centro.
Il palazzo sorge nel 1781. Nel 1800 viene acquistato dal principe di Trabia, lo cede poi al genero, il Duca di Sperlinga. Il palazzo fu restaurato totalmente nel 1893 dall’architetto Ernesto Basile (che il quel momento stava realizzando il Teatro Massimo, antistante proprio al palazzo).

La biblioteca

La biblioteca è situata nel cuore del palazzo. Un ambiente che è stato creato, proprio da Ernesto Basile, tra il 1895 e il 1897. Un luogo che ospita più di quattromila volumi, alcuni del 1500. C’è anche la quarta edizione dell’Enciclopedia britannica. E un libro d’ore, un volume di 14 chili, perfettamente conservato dentro una teca.

Il salotto rosso

Il salotto rosso è un altro ambiente altamente raffinato. Il monetiere, mobile antico risalente alla metà del Seicento, realizzato in tartaruga di mare. È piuttosto grande rispetto alle tradizionali misure del monetario (altro nome). I dipinti rappresentano le Metamorfosi di Ovidio. Un quadro del 1500 che rappresenta le stimmate di San Francesco e un mobile di arte povera. Sopra, un presepe del 1700, anch’esso conservato in una teca.

Il salone delle feste

Il salone delle feste, un luogo magico che ha ospitato nomi illustri. Tra cui la zarina di Russia, moglie di Nicola I. Innamorata di questa reggia, è stata residente a Palermo tra il 1845 e il 1846.


Il servizio del Marchese di Lafayette

Servizio di maiolica in foglia d’oro. È un servizio di 118 pezzi, non completo, del 1820. Un dono del Marchese di Lafayette al Duca di Sperlinga. Il Senusso, il re della Libia, ha pranzato in questa sala da pranzo, con questo servizio (l’ultima volta che è stato usato) nel 1921.

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