A Giarole al Castello di Sannazzaro

Una storia quasi millenaria per un castello da sempre di proprietà dei Sannazzaro. Tanti aneddoti e tante leggende riguardano questo edificio

Giose Sannazzaro è il proprietario del Castello di Sannazzaro a Giarole, in provincia di Alessandria. Il castello appartiene alla sua famiglia da quasi 900 anni. 4 dicembre 1163, Federico Barbarossa concede a quattro cavalieri della famiglia di costruire un castello nei loro possedimenti.

L’archivio

L’archivio si trovava a Palazzo Sannazzaro, a Casale Monferrato, venduto dalla famiglia negli anni Ottanta. Tutti i documenti e libri molto antichi sono stati poi spostati in un ambiente privato del Castello di Sannazzaro a Giasole. Tra questi c’è il più antico di tutti: un manoscritto del 1292 sulla compravendita di terreni.

Il salotto della musica

Un salotto di impianto settecentesco. Ma venne usato da un prozio di Giose come studio privato e salotto dove potersi dedicare al suo grande amore: il pianoforte. Un luogo ricco di testimonianze e di cimeli. Ci sono cappelli ed elmetti militari della Prima e della Seconda Guerra Mondiale.

La sala da ballo


La sala da ballo viene realizzata dal punto di vista decorativo alla metà dell’Ottocento. È detta anche Sala della pace, perché è dominata da un bellissimo affresco sulla volta dove viene raffigurata la pace. La pace con la prosperità e le arti, rappresentate da figure eccellenti del Rinascimento e dal poeta Iacopo Sannazzaro, avo della famiglia.

L’affresco è stato realizzato dal giovane pittore torinese Carlo Grosso. Una notte, mentre stava ultimando la sua opera, Carlo cadde per terra e morì. Per questa ragione, la leggenda vuole che il fantasma di Grosso si aggiri per le stanze del castello, in attesa di terminare il suo lavoro.

La camera rosa

Dalla sala da ballo si accede, insolitamente, alle camere da letto. Tra queste, c’è la cosiddetta camera rosa, la stanza da letto dei nonni di Giose Sannazzaro. Si nota subito un elemento di ‘disturbo’. Un murales moderno, che in realtà è una tela che copre il muro originale, rovinato dall’umidità. Qui, in questo letto, dormì Emanuele Filiberto, Duca d’Aosta, cugino di Umberto I.

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