La storia, non tanto recente, la colloca e la ricorda per due ragioni molto particolari. La prima risale all’epoca fascista. Ponza è stata, durante il ventennio, l’isola di confino di molti personaggi politici avversi al regime, tra cui i socialisti Nenni e Pertini, e il comunista Amendola. La seconda, ancora meno recente, del 1700, quando all’improvviso, a causa di incursioni turche e saracene, l’isola rimase completamente deserta e disabitata. Venne poi ripopolata con cittadini di origini ischitana e campana.
I borghi e le loro case
Oggi, però, Ponza è una vera eccellenza turistica del nostro Paese, con i suoi paesaggi, con le sue spiagge, senza dimenticarsi della sua tradizione culinaria. Una regione prevalentemente collinare, dove l’altezza massima sfiora i 300 metri. Un luogo molto bello da girare in moto o in scooter (ci sono ovviamente molti servizi di noleggio sull’isola).

E’ suddivisa in 3 borghi principali. Ponza, Le Forna e Borgo di Santa Maria. Il tratto distintivo di queste cittadine sono indubbiamente le abitazioni. Sono le tradizionali case grotta color pastello scavate nella roccia tufacea, risalenti alla colonizzazione borbonica. Sono loro a rendere il paesaggio unico e inconfondibile.

Le strutture rispettano pienamente la tradizione ponzese
Al di là delle suggestive e tipiche abitazioni, si può godere di ottimi servizi e di strutture note per il pernottamento, che rispettano però la tipica architettura e gli arredamenti tradizionali isolani. Un po’ come Capri, Procida e Ischia.
Stiamo parlando del Grand Hotel Santa Domitilla, dell’Hotel Bellavista, Hotel Chiaia di Luna situati a Ponza e dell’Hotel Ortensia a Le Forna. Luoghi ideali dove soggiornare per lasciarsi trasportare e calarsi pienamente nel modus vivendi di Ponza.
I luoghi da visitare
Il cimitero di Ponza, situato sulla collina della Madonna (e costruito sui resti di una villa romana), offre una vista panoramica eccezionale e circondato dal mare. E’ stato fatto sistemare a fine Ottocento.

La cisterna romana della Dragonara, riserva di acqua (poteva contenere più di 2200 metri cubi d’acqua) per secoli della comunità ponzese, è un gioiello architettonico e ingegneristico dell’epoca romana in tufo e cocciopesto.
E’ stato sepolto per più di 2000 anni da macerie e fango. Da non dimenticare altri luoghi come le Grotte di Pilato e le tante spiagge. Ponza, ovviamente, è la base di partenza per gite in barca nelle isola limitrofe, tra cui quella di Palmarola, la più suggestiva con i suoi faraglioni.

Una cucina ricca
La cucina ponzese vive, ovviamente, della forte contaminazione campana. A farla da padrona è ovviamente la cucina di mare. Dove la granseola, le aragoste e gli scampi sono i protagonisti assoluti in tavola. Si possono assaporare queste delizie nei numerosi ristoranti che si trovano sull’isola. A dimostrare che l’offerta culinaria è sempre molto alta e ricercata. Oltre ai vitigni. Ce ne sono di tre tipi, tutti di tradizione campana, ovviamente. Biancolella, Falanghina e Aglianico.

Ristoranti di prima qualità
Oltre allo stellato, l’arcinoto Acqua Pazza, ci sono molti altri locali dove si sperimenta e si cerca sempre di stare al passo coi tempi. Tra questi spiccano Gennarino a Mare, un locale con ampia terrazza e vista panoramica, nato negli anni Cinquanta e grande punto di riferimento per trascorrere una cena romantica.
Il ristorante Bellavista, anch’esso affascinante per il suo panorama mozzafiato, ma anche per i suoi deliziosi menù. Il ristorante EEA di Antonio Capone, segnalato anche sulla Guida Michelin. Il Rifugio dei Naviganti, fondato nel 1982, con un’offerta di piatti a base di crostacei molto ricca e variegata. E il ristorante Ivan Altieri a Le Forna, dove si ‘gioca’ e si sperimenta con le materie prime per deliziare e sorprendere sempre il palato dei clienti.







