Monday, 06 July 2020
DimoraMagazine

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“Possiamo diventare persone migliori, abbiamo l’obbligo morale di essere responsabili comportandoci con dignità e rispetto.” #Supereremoanchequesta.

Come trascorri le tue giornate a casa?

Una domanda apparentemente facile che oggi assume connotati diversi dal solito.

Allo stato attuale la casa è l’unico luogo che ci è concesso di vivere, ancora una volta, adesso più che mai, il nostro rifugio naturale.

Non siamo abituati a stare a casa, anch’io mi sto ancora adattando e ogni giorno rimodello la mia quotidianità.

Siamo partiti reagendo con ottimismo e in modo costruttivo e solo adesso stiamo iniziando ad accettare questo momento nella sua globalità, attraverso una presa di coscienza che però non deve toglierci il sorriso e spegnere la voglia di fare. 

Inganno la mente pensando a questo momento come un pit stop “volontario” che mi permette di riordinare le cose. Per assurdo sono più impegnato di prima, sono contemporaneamente su più fronti tanto da fare le ore piccole tutte le sere, passando da un device all’altro. Sono un padre, un marito e allo stesso tempo un imprenditore e devo far collimare tutte le mansioni, le mie e quelle dei miei collaboratori.

Inizialmente ho trascorso la maggior parte del tempo riorganizzando il lavoro in smart working, guido una società digitale ma ho sempre puntato sulle relazioni umane, ho sempre cercato di guardare le persone negli occhi e dare qualche pacca sulla spalla. Oggi ho allineato molte fasi produttive a distanza e mi sto concentrando per gettare le basi per la ripartenza, senza dimenticare che tra un passaggio e l’altro sono “obbligato” a giocare con mio figlio e rispondere ad alcune esigenze familiari. 

Credo però che tutti siano ancora in una fase caotica nonostante tutto anch’io devo assestare diverse cose, soprattutto perché sono saltati i vecchi piani editoriali e di marketing per vanno ripensati per fare spazio a nuovi paradigmi e opportunità. Sono sommerso da call ed inviti ad eventi online durante la giornata, ho una rete di contatti attivissimi dai quali mi faccio trasportare piacevolmente.

Riesci a confrontarti con i colleghi in questo momento di isolamento forzato?

Anche qui, come sopra, abbiamo dovuto vivere e attraversare una fase di apprendimento. Subito abbiamo sentito il bisogno di un confronto, la distanza ci sembrava enorme. 

Nel dramma sanitario che stiamo vivendo, con numeri da bollettino di guerra, la tecnologia gioca un ruolo chiave: siamo comunque fortunati e non parlerei di isolamento ma di libertà ridotta.

Abbiamo case confortevoli, almeno nella maggior parte dei casi, digitalizzate e con una serie di beni che stiamo riscoprendo. Internet e le applicazioni di videoconferenza online ci permettono di vivere rinchiusi senza sentirci totalmente soli. Le distanze sono più corte o addirittura sono annullate. 

Abbiamo imparato ad usare strumenti che prima snobbavamo o che utilizzavamo marginalmente. Così facendo, siamo costantemente collegati e ci confrontiamo quanto prima o forse di più. In questa situazione il lavoro da casa è diventato anche un buon motivo per non farsi distrarre dalle news quotidiane e per non spegnere totalmente i motori.

Pensi che il tuo lavoro possa cambiare? O tutto si riprenderà come prima superata l’emergenza sanitaria?

C’è un inizio ed una fine per ogni business, il ciclo di vita dipende da molti fattori ma tutto cambia.

Nel mio caso cambierà ancora qualcosa anche se, dopo 22 anni di classified immobiliare “tradizionale”, mi ero già portato avanti. Infatti da appena tre mesi ho lanciato come founder un portale dirompente che rivoluzionerà il futuro dell’approccio alla casa, della comunicazione nel Real Estate e di conseguenza della negoziazione dei prodotti e servizi. Con vivoqui.it, questo è il nome, abbasseremo le barriere d’ingresso, renderemo l’acquisto di una casa “a cuor leggero” e metteremo in atto un nuovo business model. I ricavi non graveranno più sulle agenzie, tracciando anche in tal senso un nuovo percorso. 

La risposta alla tua domanda è comunque sì, cambierò alcuni processi organizzativi ed ho già qualche nuova idea, nel frattempo sto anche pensando anche ad accelerare alcuni processi che ritenevo secondari. 

La capacità di adattamento ai mutamenti tiene in vita ogni specie.  Le società a prova di futuro devono e dovranno essere liquide, questa è la mia filosofia di impresa.

I mercati saranno sempre più digitalizzati, i processi saranno velocizzati ma non bisogna dimenticare che il settore immobiliare, nell’ultimo miglio, avrà sempre bisogno del capitale umano.

Cambieranno molte cose ma la proporzione del cambiamento dipenderà dalla persistenza dell’emergenza che stiamo vivendo. 

Sicuramente gli acquisti online vedranno una crescita esponenziale, anche la semplice spesa alimentare avrà metodi di approvvigionamento diversi da ieri. Banalmente meno viaggi e più call, meno chiamate e più video chiamate.

Sembra che la Cina sia tornata a quella che definiremmo normalità o quasi: davvero tutto dipende dal tempo trascorso in questa emergenza, più durerà e più evoluzioni ci saranno.

Hai cambiato le tue abitudini casalinghe? Raccontaci qualche aneddoto! Non dirci che lavori in pigiama!

Sono cambiate le abitudini, di conseguenza sono cambiate le abitudini casalinghe di ognuno di noi.

Rispetto a prima, passo maggior tempo nel mio studio, come farebbe un bravo programmatore freelance. 

Ci si sporca le mani in tutti i sensi, senza colf sono a supporto delle mansioni di casa, compito fisso è lavare i piatti: un modo per coccolare mia moglie visto che non posso portarla fuori a cena e che non ci piace il cibo da asporto… sono anche l’uomo dei letti ma lei fa sempre di più, le donne sono la nostra ancora! 

Sorrido mentre racconto perché conosco il valore delle piccole cose, le mie umili origini mi aiutano a sentirmi fortunato nonostante tutto.

La cucina come ambiente privilegiato, apro il frigo cercando nuovi stimoli e lo chiudo pensando che non ci sia nulla di interessante rispetto a trenta minuti prima.

Battute a parte, stiamo riscoprendo angoli della nostra casa che nulla hanno a che fare con il dormitorio che era diventata, l’amiamo di più ma scopriamo cose che cambieremmo, magari quando torneremo a vivere una vita piena ci verrà voglia di un nuovo nido.

Mi vesto subito dopo la colazione, l’abbigliamento non è quello lavorativo di sempre ma cerco di non stare in pigiama, di certo non è una vacanza. 

Un aneddoto simpatico che voglio raccontarti è quello relativo alla call con un gruppo di investitori, infatti stiamo cercando nuovi capitali per questo ambizioso progetto ed abbiamo aperto a terzi la raccolta. Per l’occasione mi sono vestito con lo stesso rigore che l’occasione meritava, giacca e cravatta, a parte il fatto di aver indossato delle ciabatte sotto l’abito. Il potere del mezzo busto ;-) !

Tornando al concreto, posso solo ribadire che tutto ha un inizio ed una fine. Torneremo a vivere come meritiamo dando maggior valore e peso al nostro vissuto. Possiamo diventare persone migliori, abbiamo l’obbligo morale di essere responsabili comportandoci con dignità e rispetto.

Alleniamo soprattutto la mente, regaliamo sorrisi.

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