Sunday, 07 June 2020
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Cavaliere del Lavoro,Presidente del Sole 24 ore, Presidente del Consiglio di Amministrazione di Progetto Europa, Presidente di Federchimica , Presidente di Assolombarda dal 1997 al 2001.

E’ praticamente impossibile citare il curriculum professionale di Benito Benedini che ho avuto il piacere di intervistare. Abbiamo parlato di case, di mercato immobiliare ed investimenti. La sua esperienza professionale per i nostri lettori . 

Cavaliere alla luce della sua eccellente carriera. Cosa si sente di dire ai giovani che fanno impresa in italia?

Fare impresa in Italia è molto difficile. Perché manca una cosa importante rispetto ad altri paesi soprattutto rispetto agli Stati Uniti, manca la certezza del diritto. Ci troviamo davanti a regole oscure che non si comprendono. Ad una burocrazia che va contro le imprese e non a favore. Questo causa ritardi e lei lo sa che quando un imprenditore decide di fare  un investimento e poi le autorizzazioni ritardano a volte anni evidentemente quando l’autorizzazione arriva è passata l’occasione. Un mio investimento in Italia per esempio le racconto questa per avere le autorizzazioni c ho messo sette anni. In America più o meno per la stessa tipologia di investimento ho impiegato 90 giorni. Ossia ho ho avuto il permesso in tre mesi.

Questo penalizza l’imprenditore . Guardiamo comunque con ottimismo. L’Italia è il secondo paese manifatturiero in europa dopo la Germania. Ha in se imprenditori validi con fantasia e che affrontano le cose. Una leva positiva 

Aiuterebbe molto se si desse una spallata alla burocrazia.

Cavaliere Benedini , Lei ha interessi diversi in diversi settori. La flessibilità può essere considerata una caratteristica dell’imprenditore che ha successo?

Penso sia importante essere in diversi settori. Se uno va in crisi..c’è l’altro. L’ Importante è  avere una flessibile mentale. Il core business non va però dimenticato. E poi si guardano le opportunità  . Essere presente in diversi settori ha giovato a me non solo come uomo ma anche agli interessi.

Fare investimenti immobiliari in America è più semplice che in Italia?

Non è difficile in Italia . Come ho già detto è la burocrazia il problema di questo paese.  Non vedo grandi differenza. Se guardiamo i costi sono abbastanza uguali. Non c’ e il problema del Notaio in America. La diversità quando si parla di immobiliare prima è l’investimento,  poi vanno ricercati  i clienti interessati. Anni fa non era  difficile come adesso. Anzi c’erano tante opportunità.

Perché il mercato immobiliare non decolla in Italia ?

Il problema degli ultimi governi è quello di aver spaventato gli investitori . Annunciamo a parole quello che poi potrebbe succedere.  Poi la realtà è diversa ed inferiore ai timori degli  annunci che sono stati fatti. Il problema è soltanto mediatico. Questo impaurisce le persone. Oggi le persone investono nella casa meno. Prima gli italiani volevano una casa. Per i giovani sta diventando difficile, uno per i costi .

Non so quale sarà il domani. Se questo paese non rilancia l’ edilizia e quindi investimenti sulla edilizia oltre a dare notizie certe, ridurre i costi della casa. Sarà difficile. La casa è un indotto per far partire l’ economia italiana. 

Colpire la casa con la tassazione è facile quindi questo l’hanno fatto tutti e male. Mi riferisco ai governi che si sono susseguiti. Hanno preso delle misure vessatorie ed hanno creato timore. 

So che ha avuto ospite La regina Elisabetta Sua Maestà . Vuole raccontarci un aneddoto?

Ero presidente di Assolombarda e Sua Maestà è stata con noi una intera giornata. Era molto informata dell’Italia e della situazione economica e delle piccole e medie aziende come si muovevano in Italia. Un incontro molto interessante.  Era aggiornata molto della politica italiana. 

Le racconto l’aneddoto.  Noi cercavamo un regalo per la regina.. qualcuno mi proponeva l’argento. Ma gli inglesi sono maestri di argento.  Un giorno passando per una via di Milano, notai un piccolo negozio di libri vecchi, entrai e curiosando chiesi se avessero qualche libro in inglese ma non colpivano. Il negoziante ad un cento punto mi mostrò un libro scritto da un giornalista inglese che raccontava il suo viaggio dalle Alpi a Milano. Scritto nel 1830. Non è finita.  La caratteristica è che sul dorso guardandolo bene c’ erano le pagine con il filtrino d’oro senza farlo scorrere veniva fuori lil duomo di Milano del periodo.   Il regalo era perfetto. Mi ha ringraziato inviandomi successivamente una lettera.

Per vedere l'intervista Clicca qui!

bello mattone

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