Monday, 06 July 2020
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Al civico 81 di Corso Umberto, c’è l’albergo che ospitò Oscar Wilde

Da sempre e ovunque, a spopolare è il mito degli immobili di vecchia data. In una struttura – qualunque essa sia – addirittura la foggia antiquata di singolari arredi interni può aiutare a fare la differenza e macchinare suggestive fascinazioni nell’osservatore; così come fungere da grande incentivo, almeno per una visita o un semplice giro di ricognizione tra pareti vecchie di secoli. Ma che succede se dette pareti vantano il pregio di avere pure ospitato alcuni dei grandi volti noti di celebrità internazionali del nostro passato? Nulla di particolare: è allora che diventano semplicemente…indimenticabili!

Succede a Taormina

C’è da dire, innanzitutto, che quello di Taormina è un nome parecchio ricorrente tra le fila della più rinomata tradizione turistica siciliana. Questa splendida località affacciata sulla costa del Mar Jonio, in una posizione invidiabile tra mare e montagna – e a metà strada tra le due città metropolitane di Catania e Messina – è un piccolo centro cosmopolita, vecchia gloria dell’anima dell’intramontabile Grand Tour. Taormina è rinomata per i suoi edifici: gli immobili-icona di pregio, le ville e i palazzi in stile gotico-catalano tutti perfettamente restaurati e dalla manutenzione impeccabile, che danno quel valore aggiunto alla superba bellezza del suo centro, orgoglio tutto siciliano. Ed è proprio nell’incantevole cornice di Taormina che si va per provare l’ebbrezza di trascorrere almeno una notte nello storico albergo che ospitò Oscar Wilde, magari alla ricerca di un paranormale faccia a faccia con lo spettro dell’autore de Il Ritratto di Dorian Gray.

L’Hotel Victoria e Taormina Cult

Sito nel centralissimo corso Umberto, al civico 81, l’Hotel Victoria è situato all’interno di un elegante stabile di tre piani in perfetta sintonia con lo stile ottocentesco vittoriano, attinente all’epoca in cui venne fondato. Non è infatti per nulla slegato da coinvolgimenti storici e non solo stilistici, con l’era britannica di Queen Victoria, così come suggerisce il suo nome, e così come si evince dagli ospiti internazionali che lo visitarono ben più di un secolo fa.

Rosario Marziani - suo primo proprietario - gli diede i natali nel lontano 1885 in un luogo non casuale della variopinta Sicilia. Povera per metà, e per l’altra ricca e stimolante ai sensi di tanti viaggiatori, esploratori, e intellettuali di mondo, tutti quanti accomunati dall’impellente desiderio di fare tappa nella bella Taormina.

Si dice che Oscar Wilde vi abbia soggiornato per un mese nel 1898. Ed è per questo motivo che, l’albergo, rientra a pieno titolo tra le tappe del percorso culturale tematico tutto taorminese, che chi l’ha pensato ha voluto intitolare Taormina Cult: un viaggio alla scoperta dei luoghi legati ai personaggi famosi che in passato si legarono alla città e vi sostarono.

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Reperti, stampe, antiquariato, e le foto di Von Gloeden: la cura dei dettagli all’Hotel Victoria

Inconfondibile icona di stile vittoriano, le particolarità che impreziosiscono l’Hotel Victoria, si segnalano non appena varcata la soglia d’ingresso. È un po’ come catapultarsi in una dimensione spazio-temporale che ci riporta indietro, facendoci apprezzare di aggirarci tra antiche sale, stanze, e corridoi, che ancora recano il ricordo del passaggio di illustri personaggi del passato.

La piccola hall sita al piano terra, è già di per sé un biglietto da visita alquanto eloquente. Gli ambienti dell’Hotel Victoria – che si sono ridimensionati nel tempo - in quanto una volta dotato anche di camminamenti pensili e giardini che formavano una struttura a più livelli – sono caratterizzati da pezzi unici d’antiquariato autentico, e da riproduzioni artigianali fedeli ai modelli originali di oltre un secolo fa.

Ampi specchi decorati da pesanti cornici intarsiate, e divani di foggia antiquata dalle tappezzerie opache e dai colori pastello. Poi, ovunque, il gusto chic degli appliques concepiti nella tipica forma di candelabro, e i tavolinetti in arte povera adornati da suppellettili semplici - a fungere quasi da motivo di disadorno – e finalizzate alla riproduzione di ambienti sobri posti in voluta alternanza ad atmosfere più vivaci. Tutto ciò, a simboleggiare l’essenza variegata dello stile che fu proprio di tutta un’epoca cult.

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Quadri e vecchie stampe che riproducono antiche vedute di Taormina, e bronzi e corrimano logorati dal tempo; poi, a catturare l’occhio, è persino il campanello della reception: in sorprendente pendant con un arredamento sempre più a tema. Romanticamente malinconica e démodé, è invece la sala riservata alla colazione degli ospiti dell’albergo. Dalla grande porta d’ingresso in stile liberty, si accede ad una stanza decorata con stucchi e micropitture a motivi floreali, dove ai muri campeggiano vistose lampade con vivaci pendenti colorati in cui a prevalere sono i toni del rosso scuro e del verde, mitigati dal contrasto azzeccato col rosa salmone delle pareti.

La sala, è abbellita pure da una fitta esposizione di eccezionali reperti risalenti al primo anno di vita dell’albergo, che documentano il passaggio di forestieri famosi e di rango. Famosi come di certo dovette esserlo Pierre De Nolhac – letterato e filologo, professore all’École des Hautes Études, e componente dell’École Française de Rome – il quale recensisce l’Hotel Victoria nella sua lingua, scrivendo:<<L’Hotel Victoria, è il migliore che abbia mai visto in Sicilia. Ricorda tanto al viaggiatore l’eccellente Hotel du Soleil di Pompei>>. Non solo francesi come De Nolhac, ma anche tedeschi e italiani si ritrovarono a compilare le proprie impressioni, su quello che probabilmente fu una specie di prototipo dell’odierno guestbook, e di cui i proprietari, nel tempo, hanno voluto conservare qualche pagina tra le più significative.

Per di più, sempre negli stessi ambienti della breakfast room, interessante è la piccola collezione fotografica che propone le immagini d’autore di Wilhelm Von Gloeden – detto ‘il barone Guglielmo’ - fotografo tedesco di nudi maschili che operò soprattutto in Italia, e che proprio a Taormina morì il 16 febbraio 1931.

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Una tradizione di famiglia

E proprio l’Hotel Victoria, si colloca a pieno titolo nel novero degli alberghi che ospitarono il meglio di ciò che, ancora alla fine del XIX secolo, nell’isola rimaneva del Grand Tour e dei suoi tanti volti protagonisti. L’odierno proprietario e gestore, il signor Salvatore Pardo, lo ereditò infine dal padre - a sua volta figlio adottivo del fondatore – quando questi ne fu rientrato in possesso al termine di una lunga e passiva cessione in affitto durata ben ventidue anni.

Ad oggi, l’albergo è uno dei favoriti da chi vuole soggiornare nel centro di Taormina, con sempre a portata di mano le principali attrattive del polo turistico più gettonato di Sicilia.

Ambra Taormina

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