Sunday, 07 June 2020
DimoraMagazine

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La giornalista Elena Mora, melius conosciuta su internet come l'autrice del seguitissimo blog www.unamoredinonna.it, ci ha descritto la casa di una sua amica del Texas. 1300 metri quadrati arredati magnificamente da architetti italiani.  Leggete che meraviglia di casa..

Può una casa di milletrecento metri quadri essere oltre che bellissima anche comfy, ovvero confortevole, calda e accogliente? La risposta è sì. Sapevo che la casa della mia amica di Dallas era grande – avevamo con qualche fatica tradotto i feet, i piedi con cui ostinatamente misurano gli spazi gli americani, in metri - ma non riuscivo a immaginare una sola dimora che avesse la superficie della somma degli appartamenti di un condominio medio italiano. I giovani architetti che la hanno disegnata (li trovate sul sito www.smitharc.com) lo hanno fatto, però, con la collaborazione molto attiva e molto intelligente della mia amica. Per cui alla cucina a vista, gigantesca e scenografica, si affianca una grandissima dispensa e una cucina, sì, una altra cucina di servizio, spartana e pratica; chiuse però in una specie di scatola i cui muri rimangono aperti in alto verso il soffitto. In questo modo, la percezione dello spazio, già grandissimo, aumenta ancora di più.

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Nell’ingresso solo la scala a vista e un pianoforte si contendono lo spazio, e la luce la fa da padrona: il risultato è di grande impatto, ma chic. Nel soggiorno il camino, la tv, un piccolo biliardo e la zona bar, con il frigo a cassetti per acqua e bibite. Ma, a fianco, un salotto più piccolo invita alla riflessione, alla lettura, alle chiacchiere senza rumori di fondo.

La suite padronale è composta dalla camera da letto, zona relax, area trucco, bagno e gigantesca cabina armadio – per intenderci, grande quanto un medio negozio di abiti di Milano. Le stanze delle figlie hanno un piccolo salotto e una terrazza affacciata sul giardino su cui sembra di essere nella casa sull’albero. Dall’altro lato della costruzione, vero tocco di genio della mia amica, le stanze degli ospiti sono affiancate da una piccola stanza con la macchina del caffè, le tazzine, una riserva di dolcetti e snack, un frigo, la macchina del ghiaccio e un piccolo lavello: così gli amici, specie se provati dal jet lag, possono in qualunque momento godersi un Nespresso, rifornirsi di acqua e bibite senza limiti di orario e senza disturbare la padrona di casa.

Ed è bellissimo il continuo gioco di rimando delle vetrate fra interno ed esterno, con il salotto in terrazza che si incunea nel living e la cucina esterna con barbecue che si affaccia sul tavolo della colazione. Non riuscirò mai invece a capire bene la necessità di queste grandi sale da pranzo formali che quasi tutte le case made in usa che ho visitato hanno, mentre vengono usate pochissimo anche nelle occasioni conviviali. Ma un bel mattino la mia ospite mi ha detto: “ok, adesso andiamo a vedere la casa di una mia amica. Quella, sì, è grande davvero…”. Perché come dicono “in Texas tutto è più grande!”

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