Sunday, 07 June 2020
DimoraMagazine

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Sorge nei pressi di Ragusa, il relais di charme per chi ama trascorrere le vacanze nella natura.

È forse uno degli argomenti di attualità più cliccati al momento: la casa ideale delle nostre vacanze. Come la cerchiamo, come la vorremmo, come ci piacerebbe trovarla. Soprattutto di questi tempi, i tempi del temuto Coronavirus. E con il peggio ormai quasi alle spalle, la stagione estiva si profila già all’insegna di un input vacanziero che punta dritto alla promozione del turismo nazionale, privilegiando dunque le mete nostrane. 

Praticamente ciò che accade in Sicilia, in cui il turismo - tra i settori di traino dell’economia isolana – scommette sulla propria missione di riscoperta e rivalutazione di luoghi preziosi in cui stimolare la gente a trascorrere i giorni di quest’estate 2020. E che, a tal proposito – onde evitare il pericolo ‘assembramenti’ - privilegia la locazione di case vacanza indipendenti. Indipendenti ed esclusive, come pure sono le lussuose suites sistemate negli interni d’altri tempi di Villa Càrcara.

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VILLA CÀRCARA

Sita nel bel mezzo della brulla campagna siciliana - tra campi di covoni arsi dal sole, che si estendono a perdita d’occhio sui monti Iblei nei pressi della Ragusa barocca - Villa Càrcara è un’ampia dimora storica di pregio. Edificata nel XIX secolo dalla famiglia Schininà, appare piuttosto come un sapiente miscuglio stilistico onnicomprensivo di umore ottocentesco, rinascimentale, e della consueta pesante architettura campestre tipica della Sicilia di una volta, che naturalmente evoca le vecchie masserie contadine. Emblematico, tra l’altro, è anche il fantasioso appellativo datole, il quale sigilla l’atmosfera della dimora, unendola ad un’eleganza solida emanata ovunque dalle sue forme composte, signorili, equilibrate, e stabili. 

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ARCHITETTURA E CURA DEGLI INTERNI

La struttura, si presenta caratterizzata da tutte le peculiarità incarnanti lo spirito più autentico di un’antica villa di campagna. Il culto dello stile agreste, ha fatto poi sì che, chi la progettò, propendesse innanzitutto per una fusione studiata tra architettura e paesaggio siciliano: il quale, di norma, funge da originale supporto caratteristico e suggestivo a dimore di questo genere. A garantirle un’inconfondibile preziosità, è inoltre il suo gusto vagamente barocco: perfettamente coniugato con il fascino rustico dei coppi siciliani, e le facciate dagli ampi finestroni sgargianti in verde che si aprono su terrazze, scalinate, e sul classico baglio centrale attorno al quale l’intero edificio è intimamente raccolto. Mentre il resto del contesto, è tutto un susseguirsi di archi, cancelletti, ed ingressi laterali che spingono il visitatore ad entrare per gustarsi l’interno. Ovunque, l’onnipresente panorama della campagna siciliana del ragusano, a fare da sfondo unico e da ammirare.

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A pochi chilometri dallo splendido mare di Marina di Ragusa, l’antica dimora Villa Càrcara è dotata di piscina per il relax degli ospiti. I suoi appartamenti, sono invece rifiniti con l’ausilio di tecniche decorativi e d’arredamento che si richiamano a modelli differenti ma tutti ugualmente particolari. Invitando gli abitanti a godere di un senso di raffinatezza diffusa, tale da aiutare lo sviluppo di quella benefica sensazione di comfort e tranquillità, che è pure parte integrante molto importante dell’offerta di un soggiorno turistico che non si dimentica.

Ambra Taormina

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Si è visto con il precedente approfondimento che con la riforma del diritto di famiglia (legge 151/75) il legislatore ha introdotto nel Libro I “Delle persone e della famiglia” l’istituto del fondo patrimoniale (art. 167 cc e ss) che si presenta come un vincolo che viene impresso ai beni del patrimonio familiare a supporto e a sostegno dei bisogni della famiglia in modo tale da fornire a quest’ultima un “patrimonio” non aggredibile da terzi soggetti. 

La norma stigmatizza, quindi, una delle ipotesi previste dal secondo comma dell’art. 2740 cc, ossia una delle ipotesi in cui è la legge stessa a prevedere che la responsabilità patrimoniale di un soggetto, in deroga a quanto previsto al primo comma, subisca delle limitazioni. Si ricorda, infatti, che il primo comma sancisce il principio di responsabilità generale in forza del quale il debitore risponde dell’adempimento delle obbligazioni con tutti i suoi bene presenti e futuri. 

Proseguiamo oggi con la trattazione dell’istituto.

Titolarietà e amministrazione del patrimonio destinato

L’art. 168 cc è la norma rubricata “impiego ed amministrazione del fondo” che disciplina al primo comma la proprietà dei beni vincolati stabilendo che essa è di entrambi i coniugi salvo che non sia diversamente stabilito nell’atto di costituzione. Il terzo comma è, invece, volto a disporre della amministrazione del patrimonio che è affidata ad entrambi i coniugi anche se la proprietà dovesse essere di uno solo (questo si ricava dal rimando che la norma fa all’art. 180 cc che tratta della amministrazione dei beni in comunione).

In punto di amministrazione dei beni va segnalato anche un altro aspetto. Infatti, come si ricava dalla lettura dell’art. 169 cc i coniugi, nel caso in cui non sia previsto nell’atto costitutivo, se entrambi d’accordo, possono alienare, vincolare, dare in pegno i beni del fondo. Tale “libertà di azione” è invece limitata nel caso in cui vi siano figli minori. In presenza di questi, infatti, oltre all’accordo dei coniugi è necessaria anche l’autorizzazione da parte del giudice.  Infatti se vero è che la costituzione del fondo non determina per ciò solo la perdita della proprietà dei singoli beni da parte dei coniugi che ne sono titolari e che gli stessi possono riservarsi nell'atto di costituzione la facoltà di alienazione dei beni, è pur vero che la detta istituzione (peraltro concretizzata per effetto di una libera scelta dalle parti) determina un vincolo di destinazione per il soddisfacimento dei bisogni della famiglia (e quindi di tutti i suoi componenti, in essi compresi i figli minori), che il legislatore ha inteso assicurare con la previsione di una serie di misure di sostegno in favore dei componenti più deboli, fra le quali particolarmente significativa risulta quella sopra citata per la quale, ricorrendone le prescritte condizioni, il giudice può attribuire in proprietà ai figli una quota dei beni così legittimando, sostanzialmente, una espropriazione per tale causa. In presenza di figli minori, pertanto, è necessaria precipua autorizzazione giudiziale. In questo caso, l'intervento del giudice è necessario per valutare l'interesse dei figli ad interloquire sulle opzioni dei genitori, ad esempio mediante audizione ex art. 336-bis oppure mediante nomina di un curatore speciale. Atti che però non sono consequenziali tout court alla istanza dei genitori di disporre del fondo: è giudice che ha il compito di verificare se in concreto sussista la necessità di questi atti, per conflitto di interessi (Trib. Milano 30 marzo 2015).

Collegata all’anzidetta questione vi è poi quella se, in caso di alienazione, sussista un obbligo di reimpiego del ricavato. A tal riguardosi osserva che l’art. 169 cc nulla dispone al riguardo e, pertanto, è stato sostenuto che sarebbe arbitrario limitare l’autonomia contrattuale anche perché gli obblighi di reimpiego, proprio a fronte della limitazione apportata all’autonomia, sono testualmente previsti dalla legge. 

Effetti della costituzione del fondo

L’apposizione del vincolo determina la creazione di un patrimonio separato rispetto a quello residuo della famiglia e l’annotazione dello stesso a margine dell’atto di matrimonio ne determina l’opponibilità ai terzi. 

Questo vuol dire anche che i beni e i loro frutti possono essere aggrediti da parte dei creditori solo se la fonte che ha generato il credito è volta a dare attuazione al vincolo impresso. Ne consegue che non possono avviare azioni esecutive sui beni del patrimonio destinato i creditori personali dei coniugi. 

Ora atteso che la creazione del patrimonio destinato crea una riduzione del patrimonio del debitore e quindi determina una riduzione della garanzia patrimoniale generale così come enunciata dall’art. 2740 cc primo comma ai creditori “non vincolati” viene riconosciuta la possibilità di avviare, sussistendone i presupposti, l’azione revocatoria ordinaria o fallimentare al fine di veder “revocato” il vincolo impresso dai disponenti. Per avviare l’azione giudiziaria è necessario che vi siano i di seguito indicati presupposti: esistenza del credito, fumus boni iuris, l’eventus damni, la scientia fraudis.

Ma non solo. L’azione deve essere esercitata entro 5 danni dalla annotazione del vincolo a margine dell’atto di matrimonio. Trascorso questo termine l’uscita del bene dal patrimonio unitariamente considerato dei coniugi diventa irrevocabile. In tema di revocatoria ordinaria, la Suprema Corte reputa che l’art. 2903 - laddove stabilisce che l'azione revocatoria si prescrive in cinque anni dalla data dell'atto - debba essere interpretato, attraverso il coordinamento con la regola contenuta nell'art. 2935, nel senso che la prescrizione decorre dal giorno in cui dell'atto è stata data pubblicità ai terzi, in quanto solo da questo momento il diritto può esser fatto valere e l'inerzia del titolare protratta nel tempo assume effetto estintivo. In tal senso, la Cassazione, su un'azione revocatoria ordinaria di costituzione del fondo patrimoniale, ha ritenuto la decorrenza della prescrizione non dalla stipula dell'atto, ma dal giorno dell'annotazione dell'atto stesso nei registri dello stato civile (Cass. n. 5889/2016).

In tema di fondo patrimoniale si sottolinea altresì quanto segue. Il criterio identificativo dei debiti per i quali può avere luogo l'esecuzione sui beni del fondo va ricercato non già nella natura dell'obbligazione ma nella relazione tra il fatto generatore di essa e i bisogni della famiglia, sicché anche un debito sorto per l'esercizio dell'attività imprenditoriale può ritenersi contratto per soddisfare tale finalità, fermo restando che essa non può dirsi sussistente per il solo fatto che il debito derivi dall'attività professionale o d'impresa del coniuge, dovendosi accertare che l'obbligazione sia sorta per il soddisfacimento dei bisogni familiari (nel cui ambito vanno incluse le esigenze volte al pieno mantenimento ed all'univoco sviluppo della famiglia) ovvero per il potenziamento della di lui capacità lavorativa, e non per esigenze di natura voluttuaria o caratterizzate da interessi meramente speculativi. Quindi, se è vero che la finalità familiare del debito non si può dire insussistente per il solo fatto che il debito sia sorto nell'esercizio dell'impresa, è vero altresì che tale circostanza non è nemmeno idonea ad escludere in via di principio che il debito si possa dire contratto, appunto, per soddisfare detti bisogni, tenendo conto del fatto che nei bisogni familiari sono ricompresi anche le esigenze volte al pieno mantenimento ed all'armonico sviluppo della famiglia nonché al potenziamento della capacità lavorativa del familiare, con esclusione solo delle esigenze di natura voluttuaria o caratterizzate da interessi meramente speculativi (Tribunale di Ancona 29.10.2019 nr. 1831).

Si segnala tuttavia che la posizione di “intoccabilità” dei beni facenti parte del patrimonio separato si è andata con tempo attenuando.

Ci si riferisce in particolare a quanto disposto dall’art. 2929 bis cc rubricato “Espropriazione di beni oggetto di vincoli di indisponibilità o di alienazione a titolo gratuito”. Questa norma è stata inserita dalla L. 132/2015 di conversione del DL 83/2015 che al suo articolo 23 dispone che la stessa di applica esclusivamente alle procedure esecutive iniziate successivamente alla data di entrata in vigore del decreto stesso. La novità introdotta è che il legislatore ha reso pignorabili da parte anche dei creditori non vincolati i beni appartenenti al fondo patrimoniale se provvedono alla trascrizione del pignoramento entro l’anno successivo alla costituzione del fondo stesso. 

Ma non solo. Nel corso degli anni si è altresì ampliato il concetto di “bisogni di famiglia” rendendo così aggredibile i beni anche per debiti di natura fiscale e lavorativa rimanendo sempre, invece, non pignorabili se il debito è stato contratto per motivi vollutuari.

Cessazione del fondo

Alla luce della ratio per cui è stato istituito l’art. 171 cc stabilisce che cause di cessazione del vincolo sono l’annullamento, lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio. Va sottolineato, tuttavia, che in presenza di figli minori il vincolo permane fino al raggiungimento della loro maggiore età. Si segnala, inoltre, che la convenzione matrimoniale che prevede la scelta dei coniugi di destinare alcuni beni ai bisogni della famiglia è modificabile in ogni momento nelle forme di cui all’art. 163 cc. In dottrina si ritiene che nel concetto di modificabilità possa rientrare anche lo scioglimento della convenzione, cioè la cessazione volontaria del fondo per mutuo consenso dei coniugi che determina il dissolvimento del vincolo sui beni separati e quindi il rientro di questi ultimi nel primo comma dell’art. 2740 cc. Va segnalato, tuttavia, che sussiste una posizione contraria in dottrina che fa leva sulla tassatività dell’elencazione di cui all’art. 171 cc e la prevalenza degli interessi familiari che priverebbe i coniugi, una volta costituito il vincolo, del potere di sottrarre i beni ad esso assoggettato.

avv. Elisa Boreatti

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Design+Build

Creata nel 2003 e acquisita nel 2007 dal Gruppo di consulenza immobiliare JLL, Tétris è leader in Europa nella progettazione e ristrutturazione di spazi di lavoro e commerciali realizzati in modalità Design+Build, un approccio integrato e flessibile tra la componente progettuale e la messa in opera accorpate in un unico soggetto.

Italia

In Italia, Tétris è presente con due sedi a Milano e Roma e rivolge le proprie competenze a Società ed Investitori del settore uffici ma anche a grandi brand di distribuzione e player internazionali del settore alberghiero e della logistica.

Servizi

La gamma di servizi offerti copre tutte le fasi del progetto: consulenza, workplace management, interior design, space planning, lavori di ristrutturazione, fornitura e installazione di arredi, gestione della fase di trasloco e change management.

Tétris nel mondo

Con 33 uffici tra Europa, Africa e Brasile, un fatturato 2018 di 711 milioni di dollari e un team multidisciplinare di oltre 800 collaboratori tra architetti, construction manager, designer e site manager, Tétris nel 2018 ha realizzato e consegnato più di 7 mila progetti a clienti nazionali e grandi gruppi internazionali.

Settori di attività

I settori di attività coperti da Tètris sono:

• Uffici

• Retail

• Hotel

• Industrial/Logistica

• Education

• Food & Beverage

• Flex Office e spazi di co-working

Valori aggiunti

Tétris si caratterizza per un approccio integrato e flessibile con una particolare attenzione all’etica e alla sostenibilità del business. Tétris offre la garanzia di essere l’unico interlocutore per progetti complessi con un conseguente risparmio per il cliente in termini di costi e tempo.

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Progetti

Alcuni recenti progetti di Tétris Italia sono:

• La progettazione e realizzazione della nuova sede di Milano di Tripadvisor e The Fork

I nuovi uffici, di 1.200 mq, sono allocati all’interno di un edificio storico – Palazzo dell’Informazione – landscape mark della città di Milano riportando la maglia urbana all’interno dello spazio di lavoro. Gli ambienti interni, distribuiti su due piani collegati internamente, sono stati progettati per offrire alle persone il massimo benessere e la possibilità di svolgere il proprio lavoro in modo flessibile, creativo e condiviso.

• La progettazione e realizzazione del nuovo Spaces di Piazza Vetra

Il nuovo hub professionale si sviluppa su tre piani dell’edificio, oltre al piano terra, per un’area totale di 3000 mq.

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• La ristrutturazione del The St. Regis Hotel, Roma

Per conto della proprietà, il team Tétris è stato incaricato di eseguire la ristrutturazione totale di 138 camere e 23 suite. Il progetto ha previsto altresì il rinnovo delle aree comuni e alcune migliorie strutturali, oltre al restauro delle facciate esterne dello storico palazzo in cui da 125 anni ha sede il St. Regis Hotel.

• La progettazione e realizzazione della nuova sede di Unilever

In Italia Tétris è guidata da Philippe Sourdois

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È l'agente più glamour di Los Angeles e se cerchi una casa da sogno, dallo stile tutto hollywoodiano, Enzo Ricciardelli è il broker immobiliare giusto per te.

Enzo ha origini italiane ed è nato ad Eboli, un piccolo paesino in provincia di Salerno. Aveva 11 anni quando con la famiglia si e’ traferito negli Stati Uniti. Ha imparato velocemente l’ inglese e, a distanza di parecchi anni, ringrazia ancora i suoi genitori che gli hanno permesso di vivere negli Stati Uniti insieme ai suoi due fratelli, dandogli tante opportunità professionali. È grato di quello che ha avuto ed ottenuto dalla vita.
Lo abbiamo raggiunto ( virtualmente si chiaro, visti i tempi) e ci siamo fatti raccontare la sua quarantena forzata che, ancora oggi, continua in buona parte del paese per tantissimi statunitensi.

Enzo chi avrebbe mai detto di trovarci in questa situazione? Come stai vivendo ai tempi del coronavirus?

Un mondo nuovo! Noi purtroppo siamo rimasti isolati in casa dall’inizio (più di due mesi). Ho due ville in vendita, e solo questa settimana ho incominciato a fare delle visite private , però con molta attenzione alla sicurezza, solo per compratori serissimi (coperti con guanti, maschere, copri scarpe...). Nel frattempo ho imparato a fare le focacce, ciabatte e le tortille Messicane! Sono sempre al pc. Seguo tutte le novità del mercato immobiliare. Mi piace imparare sempre cose nuove.

Hai cambiato le tue abitudini casalinghe? Immagino di sì!

In realtà ho sempre preferito lavorare da casa. Ho anche un bell’ufficio a Sotheby’s International Realty, nel centro di Pacific Palisades. Ma da casa, mi concentro di più. Non ho distrazioni.

Hai qualche aneddoto da raccontarci capitato in casa?

Ho imparato a fare molti lavoretti.
Ho riparato le fontane del giardino e mi sono dedicato molto alle mie piante. Trascorro molto tempo all’aperto.
C’è sempre qualcosa di bello da ammirare nel giardino di casa, dagli uccelli alle farfalle che si avvicinano senza avere paura.

Quale stanza prediligi della tua casa in questo momento? E perché?

Non ho una stanza preferita. Sono sempre in movimento in casa! Trascorro del tempo sulla mia scrivania, poi mi sposto in cucina, bevo molto spesso acqua (non faccio colazione però ; non bevo neanche il caffè) Sono proprio un italiano atipico.
Utilizzo molto i social e sono spesso al telefono. A fine giornata se ho le forze faccio attività fisica.

Riesci quindi a lavorare da casa? Come è cambiato il tuo lavoro di agente immobiliare?

Facilmente! Nessuno mi disturba e posso concentrarmi. Niente musica, niente televisione. Non ho distrazioni.
Purtroppo il lavoro si è completamente fermato. Avevo iniziato l’anno benissimo, speriamo che tutto passi velocemente.
Ho clienti che oggi si rendono conto di quanto importante sia avere una casa accogliente. Ad oggi , le camere più richieste sono: stanza ufficio, palestra
e ampia cucina con giardino privato e piscina.
Non importa il prezzo, sono richieste comodità e ottima posizione. Tutto all insegna del lusso.

Cosa ti manca di più della vita di un mese fa?

Andare al ristorante. Mi piace pranzare fuori , scoprire continuamente nuovi locali e cibi sfiziosi. Mi mancano i viaggi. specialmente verso l’Italia. Sarei dovuto tornare a Maggio .. Voglio affittare un attico per noi in via Margutta a Roma. Lo farò il prossimo anno. Non posso rinunciare alla nostra Italia.

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